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Barella: “Vogliamo vincere ancora! Il sogno? La Champions”

Il vicecapitano nerazzurro guarda alla nuova stagione: “Vogliamo confermarci in Italia e fare un passo in più in Europa. Il mio futuro? Mi piacerebbe chiudere la carriera qui”

Barella: “Vogliamo vincere ancora! Il sogno? La Champions”

Nicolò Barella non si nasconde. Alla vigilia della sua ottava stagione con la maglia dell’Inter, il centrocampista sardo fissa gli obiettivi con la stessa determinazione di sempre: confermare i successi conquistati nell’ultima annata e inseguire quella Champions League che continua a rappresentare il sogno più grande della sua carriera.

Dal ritiro in Germania, agli ordini di Cristian Chivu, il vicecapitano racconta un gruppo motivato e un allenatore che gli ha affidato nuove responsabilità, soprattutto in assenza di Lautaro Martínez.

«Il mister mi chiede di aiutare ancora di più la squadra e, con Lautaro fuori, di farmi sentire maggiormente anche come capitano. Fin dal primo giorno mi ha trasmesso grande fiducia e mi ha sempre trattato in maniera straordinaria».

A 29 anni Barella sente di essere entrato in una nuova fase della propria carriera. L’intensità resta una delle sue qualità principali, ma oggi punta soprattutto a gestire meglio le energie.

«Sto cercando di sviluppare un calcio diverso, più intelligente e conservativo. Il fisico risponde in maniera differente rispetto a quando avevo 22 anni e il nostro sistema di gioco mi permette di scegliere meglio quando inserirmi».

Il ruolo di punto di riferimento nello spogliatoio è arrivato quasi naturalmente.

«Non mi considero un esempio, ma se posso essere una fonte d’ispirazione per i più giovani ne sono felice. L’importante è mettersi sempre al servizio della squadra».

Tra i talenti che lo hanno colpito maggiormente c’è Petar Sučić, già protagonista con la Croazia.

«Ha il calcio dentro. Si vede subito quando tocca il pallone e sono convinto che ci darà una grande mano».

Parole importanti anche per Aleksandar Stanković, rientrato dopo l’esperienza all’estero.

«È maturato tantissimo. Ha lasciato la sua comfort zone ed è cresciuto sia come uomo sia come calciatore».

Barella spende poi parole di grande fiducia anche per i giovani del vivaio, da Massolin fino a Pio Esposito, considerato uno degli attaccanti più promettenti del calcio italiano.

«Pio ha il gol nel sangue e caratteristiche diverse da tutti gli altri. Proprio perché è così giovane dobbiamo proteggerlo dalle pressioni. Con noi può crescere ancora tanto».

Gli obiettivi della stagione sono chiari.

«All’Inter si gioca sempre per vincere. L’anno scorso abbiamo conquistato campionato e Coppa Italia, quindi adesso vogliamo confermarci, aggiungere la Supercoppa e provare a fare ancora meglio in Champions. Sarà complicato, ma questa è la mentalità che abbiamo».

Quando si parla della coppa dalle grandi orecchie, il volto del centrocampista cambia.

«La Champions è un sogno. Essere arrivato due volte così vicino senza riuscire a vincerla mi è rimasto dentro. Continuiamo a confrontarci con club che investono cifre enormi, ma noi abbiamo dimostrato che con organizzazione, idee e spirito di squadra possiamo competere con chiunque. Spero che arrivi una terza occasione».

Barella torna anche sul momento difficile vissuto dopo la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale.

«Dopo quella delusione ho capito che non potevo continuare a portarmi tutto dentro. Il gol segnato contro la Roma e l’abbraccio dei compagni mi hanno fatto ritrovare il sorriso e la serenità».

Guardando al futuro, il sogno in azzurro è uno solo.

«Vorrei disputare almeno un Mondiale. Ho iniziato il mio percorso con la vittoria dell’Europeo, poi ho saltato due Coppe del Mondo. È qualcosa che mi lascia ancora un senso di incompiutezza».

Infine, una confessione sul suo legame con l’Inter.

«Non avrei mai immaginato di diventare il giocatore con più assist nella storia del club o di indossare la fascia da vicecapitano. Mi piacerebbe chiudere la carriera qui. Poi dipenderà da quanto in fretta invecchierò…».