Lombardia

Il Comune deve decidere sui permessi edilizi, dice il Tar

Lambretto Immobiliare ha contestato l’inerzia su un progetto residenziale in via Cletto Arrighi 16.

Il Comune di Milano non può sospendere a tempo indeterminato un procedimento per un permesso di costruire convenzionato in attesa della convenzione urbanistica. L’amministrazione deve concludere l’iter con un provvedimento espresso, positivo o negativo, fondato su un’istruttoria adeguata. Lo ha stabilito il Tar della Lombardia, accogliendo il ricorso presentato da Lambretto Immobiliare srl.

Il procedimento contestato

La vicenda riguarda un progetto di nuova edilizia residenziale in via Cletto Arrighi 16. La società costruttrice aveva presentato l’istanza il 10 dicembre 2025. Il 29 dicembre, a poche settimane di distanza, gli uffici comunali avevano sospeso i termini del procedimento, sostenendo che mancasse la convenzione urbanistica approvata dall’organo competente.

Secondo la società, quella sospensione aveva determinato un silenzio-inadempimento da parte dell’amministrazione. Il Tar ha condiviso la contestazione, chiarendo che la convenzione urbanistica non può essere considerata un documento già esistente che il privato deve necessariamente allegare alla domanda. La sua elaborazione, al contrario, rientra nel confronto tra l’amministrazione e il soggetto proponente.

Il termine fissato dai giudici

Per i giudici amministrativi, l’esame del progetto e la definizione dello schema di convenzione devono procedere insieme. L’assenza temporanea del testo finale non può quindi diventare un motivo per bloccare l’intero iter. Il Comune è stato invitato a svolgere le verifiche necessarie sia sull’intervento sia sulla convenzione.

Il Tar ha ordinato a Palazzo Marino di completare gli accertamenti entro 60 giorni e di trasmettere la documentazione all’organo competente per la decisione conclusiva. In caso di ulteriore inerzia, sarà nominato un commissario ad acta, incaricato di sostituirsi all’amministrazione nell’adempimento.

La sentenza non impone l’approvazione del progetto residenziale e non vincola l’amministrazione a rilasciare il titolo richiesto. Stabilisce però che l’ente deve pronunciarsi in modo chiaro e motivato, dopo avere completato l’istruttoria prevista. Il punto centrale della decisione riguarda dunque l’obbligo di concludere il procedimento, indipendentemente dall’esito finale.