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Chivu: “Vogliamo che Lautaro resti, ma il mercato è bastardo”

Il tecnico nerazzurro è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Monza (domani, ore 18:30). Ecco le sue dichiarazioni.

Chivu: “Vogliamo che Lautaro resti, ma il mercato è bastardo”

Cristian Chivu è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Monza (domani, ore 18:30). Ecco le sue dichiarazioni.

Come sta la squadra?

“Si riparte da zero, consapevoli del fatto che siamo sempre la squadra da battere e nessuno ci regalerà nulla. Cercheremo di essere competitivi e di portare a buon fine le nostre ambizioni”

Modifiche strutturali e migliorie in questa squadra?

“Parlate di numeri, sorprese, io parlo di standard. La squadra ha dimostrato di poter essere a questo livello e di poter aggiungere qualcosina di più. Con i margini di miglioramento che ha, con lo spirito e con questo gruppo credo che si possa fare ancora un gran lavoro”

Mercato?

“Noi abbiamo come obiettivo e come dovere quello di migliorare. Non stiamo guadando a quello che siamo oggi ma a quello che vogliamo essere nel futuro. Abbiamo una rosa competitiva, si parte da un buon punto di partenza”

Come sta Lautaro Martinez?

“Il mercato è sempre così, si parla di certi giocatori e ci fa piacere. Vuol dire che sono riconosciuti come grandi giocatori. Oggi è Lautaro il nostro Capitano, era Campione del Mondo. Ce lo teniamo stretto perché rappresenta ciò che siamo stati e ciò che vogliamo essere. Partito un po’ tardi come preparazione, vedremo domani alle 18:30 come starà”

Obiettivi?

“Io parlo di quello che siamo oggi non dei trofei. Dobbiamo guardare al futuro prossimo a quello che dovremo fare. Dovremo pensare piano piano, passo dopo passo a quelle che sono le prossime partite. Conta la partita di domani con il Monza. Poi potremo pensare alla prossima. Strada facendo si determina dove si vuole arrivare. Vogliamo mantenere gli standard e quello che questa società ha fatto in questi anni”

Paura di perdere Lautaro?

“Non sono qui a parlare di mercato. Si parlerà di Lautaro come è sempre stato per i grandi giocatori. Me lo tengo stretto e credo che rimarrà a lungo. Il mercato è sempre bastardo, una risposta a questa cosa non la do. Non tremo nessuna squadra, ci sono quelle che vogliono essere competitive lungo una stagione. Giornata per giornata si determina il valore di una squadra. Quello che interessa a me siamo noi. Non dobbiamo mai accontentarci, abbiamo margini di miglioramento. Dobbiamo trovare stimoli nuovi per crescere”

In che maniera è diverso il tuo approccio? 

“Io sono lo stesso tra mille dubbi e incertezze, tanta consapevolezza nel condurre questa squadra. Mi sento sempre quello responsabile di aver preso in prestito una squadra a fare meglio. Non ho bisogno di consenso. So quanto ci tengo ad aiutare i miei ragazzi. SO che ho tanto da migliorare a livello professionale. Non ho paura a mettere la faccia e dire che sono perfetto. Non vorrei mai essere perfetto. Essere una persona che ha tanta premura per questa squadra, per la responsabilità che ho nei confronti di tutti quelli che amano questa squadra”

Curtis-Jones?

“Quando un allenatore vuole un giocatore qualche chiacchierata si permette di farla. Non confermo di aver parlato cn lui, nego tutto. Quello che conta è che Jones sia qui con noi. Mi fa piacere che verrà con noi e che abbiamo la possibilità di mettere dentro un giocatore con determinate caratteristiche che a noi serve. Ha dato piena disponibilità a venire da noi. Si rendono conto dell’importanza di questa società e di questa squadra, del suo valore raggiunto negli anni. Aggiunti ai giocatori che erano nel nostro standard avremo più soluzioni e un gruppo più competitivo”

Spence-Dumfries?

“Non faccio paragoni tra un giocatore e l’altro. Abbiamo scelto quello che ci interessava, le caratteristiche che volevamo. Lui ha margini di miglioramento. Deve capire che è in un gruppo competitivo e che vuole continuare a dominare”

La narrazione intorno all’Inter?

“Percezione di quello che viene narrato da fuori e quello che succede dentro. Da un gruppo fallito a un gruppo che deve dominare tutto. Noi siamo gli stessi. Abbiamo aggiunto qualche tassello di ambizione. Abbiamo cercato di superare le difficoltà. Quello che conta è come reagisci alle difficoltà e quanta disponibilità hai da parte di un gruppo. Abbiamo dimostrato in campionato, potevamo far meglio in qualche competizione. Quello che a me fa piacere è che ho trovato una squadra motivata ad accettare carichi di lavoro. Poi il senso di appartenenza da trasmettere ai nuovi”

Diouf e Pavard?

“Andy ha margini di miglioramento. Calarsi nelle idee, mantenere uno standard che ti permette di migliorare. Gli standard devono obbligare il livello di chi c’è di fianco. Ha fatto un gran lavoro da questo punto di vista. Errori ne troveremo sempre, ma in tutti i giocatori. Mi interessano l’intensità e l’energia. Una buona relazione in entrambe le fasi. Pavard? Sta facendo un gran lavoro. Si è messo a disposizione del gruppo ha lavorato sodo. Ha giocato partite di un certo livello, non sono io che devo dire quello che è il valore ma è lui che deve dimostrare. Anche se per me non deve dimostrarlo a nessuno. Un apporto che dà ad un reparto molto evoluto”

Regole nuove?

“Tutto quello che è innovativo va bene fino a prova contraria. Si sta facendo di tutto per dare più ritmo ad una partita e per le perdite di tempo. Dal mio punto di vista si gioca poco. Abbiamo fatto i nostri incontri, sul tempo effettivo di gioco. Il massimo un’ora e due minuti. Più arriveremo a giocare meglio sarà per tutti”

Futuro Stankovic?

“La mia opinione la conoscete, l’ho espressa. Lui è parte del gruppo Inter se la gioca come tutti gli altri per un minutaggio importante. Però non posso confermare o smentire quelle che sono le voci che vengono da fuori”

Manca un portiere internazionale?

“Parlo di standard. Vale per tutti non solo per il portiere. Se non abbiamo internazionalità nei nostri portieri vuol dire che dobbiamo fare del nostro meglio per trovare quell’internazionalità”