Un’ampia circolazione depressionaria, con centro d’azione sul Mare del Nord, pilota impulsi perturbati fino al Mediterraneo. Tra giovedì 14 e venerdì 15 maggio 2026 un sistema frontale porterà un peggioramento su gran parte del Centro-Nord dell’Italia, con temporali localmente forti e venti sud-occidentali in intensificazione.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento.
Allerta gialla su sette regioni
L’avviso prevede dal mattino di giovedì 14 maggio 2026, venti sud-occidentali da forti a burrasca, su Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, con possibili mareggiate sulle coste esposte. Si prevedono, inoltre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.
Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di giovedì 14 maggio 2026, allerta gialla sulla Provincia Autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, su gran parte del Veneto e della Lombardia, su settori di Emilia-Romagna, Puglia e Calabria.
ALLERTA GIALLA PER RISCHIO IDRAULICO:
- Calabria: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale
- Friuli Venezia Giulia: Bacino dell’Isonzo e Pianura di Udine e Gorizia
ALLERTA GIALLA PER RISCHIO TEMPORALI:
- Calabria: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale
- Emilia Romagna: Pianura piacentino-parmense, Pianura modenese, Costa ferrarese, Bassa collina piacentino-parmense, Pianura bolognese, Pianura ferrarese, Pianura reggiana di Po, Pianura reggiana
- Friuli Venezia Giulia: Bacino di Levante / Carso, Bacino del Livenza e del Lemene, Bacino montano del Tagliamento e del Torre, Bacino dell’Isonzo e Pianura di Udine e Gorizia
- Lombardia: Nodo Idraulico di Milano, Pianura centrale, Alta pianura orientale, Bassa pianura occidentale, Bassa pianura centro-occidentale, Bassa pianura centro-orientale, Bassa pianura orientale, Appennino pavese, Laghi e Prealpi orientali
- Puglia: Puglia Centrale Adriatica
- Veneto: Livenza, Lemene e Tagliamento, Basso Brenta-Bacchiglione e Fratta Gorzone, Po, Fissero-Tartaro-Canalbianco e Basso Adige, Adige-Garda e monti Lessini, Basso Piave, Sile e Bacino scolante in laguna, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, Piave pedemontano
ALLERTA GIALLA PER RISCHIO IDROGEOLOGICO:
- Calabria: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale
- Trentino Alto Adige: Provincia Autonoma di Bolzano
Temporali intensi e grandinate
Per dare una maggiore definizione del maltempo previsto per la giornata di giovedì 14 maggio 2026, riportiamo le indicazioni della pagina “ZenaStormChaser“:
“Un’altra perturbazione attraverserà il Nord Italia portando un nuovo rischio di temporali intensi e grandinate. Questa volta entrerà una massa d’aria particolarmente fredda, con temperature fino a -25°C a circa 5500 metri sui settori alpini occidentali. L’avvicinamento del fronte favorirà nuovamente un rinforzo del getto da sud-ovest alle quote medio-alte, creando un ambiente favorevole allo sviluppo di temporali organizzati, incluse possibili supercelle“.

Nel dettaglio:
Piemonte e Lombardia Centro-Occidentale
“Su queste aree i fenomeni tenderanno a svilupparsi soprattutto con l’ingresso dell’aria fredda in quota, nelle ore pomeridiane, e il contestuale indebolimento del getto. Saranno favoriti sistemi multicellulari e squall line, con grandinate generalmente di piccole dimensioni ma possibili accumuli significativi al suolo. I fenomeni più intensi sono attesi lungo il confine lombardo, mentre sul Piemonte i temporali dovrebbero risultare mediamente meno organizzati. Coinvolte marginalmente anche le zone interne della Liguria centro-occidentale”.
Lombardia Orientale, Emilia, Veneto e Friuli Venezia Giulia
“Questa sarà nuovamente l’area con il rischio più elevato. Il settore si troverà infatti sul lato ascendente della perturbazione, interessato da un getto teso da sud-ovest associato a una convergenza dei venti al suolo tra correnti sud-occidentali in discesa dall’Appennino e correnti di nord-est provenienti dal Friuli. Su queste regioni si concentreranno i valori più elevati di energia disponibile. Il flusso da nord-est potrebbe fungere da alimentazione per le celle temporalesche, creando condizioni di shear particolarmente favorevoli alla rotazione dei temporali e quindi allo sviluppo di supercelle. I primi fenomeni sono attesi già dalla tarda mattinata tra le coste venete e friulane. La fase principale dovrebbe invece svilupparsi tra Piacentino e Parmense, evolvendo rapidamente verso est/nord-est. In questa fase saranno possibili supercelle e grandinate di medie dimensioni. (Con le linee rosse abbiamo provato a stimare un possibile percorso delle eventuali supercelle). L’unico elemento potenzialmente limitante sarà la possibile formazione simultanea di numerosi temporali, che potrebbe distribuire il potenziale energetico e favorire grandinate più piccole ma diffuse. Una seconda passata temporalesca è attesa in serata con il fronte in avanzamento da ovest, accompagnata da grandine di piccole dimensioni”.
Trentino Alto Adige
“Situazione degna di particolare attenzione anche tra Trentino-Alto Adige, Alpi venete e friulane, dove tra il tardo pomeriggio e la notte su venerdì sono attese nevicate diffuse e intense. La quota neve sarà in progressivo calo, fino a scendere localmente sotto i 1000 metri sulle Dolomiti nel corso della notte”.
Torna la neve sulle Alpi
Anche la pagina “Tornado in Italia” riferisce che la discesa di ulteriore aria fredda in quota di matrice Artica-marittima porterà nuove nevicate sulle Alpi.
“La quota neve scenderà fino a 1000m sulle Alpi orientali. Tra venerdì e sabato ancora nevicate fino a 1300-1500m. Sabato arriverà anche qualche fiocco sui crinali dell’Appennino centro-settentrionale. Sulle Alpi orientali si potranno anche superare i 40cm di neve fresca sopra i 1600-1800m entro il weekend. Non è comunque certo una novità la neve sulle nostre montagne in questo periodo, anzi faranno solo del bene visto che la situazione dei ghiacciai non è per niente rosea”.