Un solo minorenne resta accusato di omicidio volontario per la morte di Giacomo Bongiorni, deceduto dopo una colluttazione avvenuta nel centro di Massa. È quanto emerge dalla notifica di conclusione delle indagini relativa ai tre minori coinvolti nella vicenda.
La contestazione più grave rimane a carico dell’ex pugile minorenne, ritenuto il giovane che avrebbe colpito Bongiorni con un pugno durante lo scontro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il colpo avrebbe provocato la caduta dell’uomo.
La posizione dei tre minorenni
L’esito delle indagini modifica l’impostazione iniziale, quando l’accusa di omicidio volontario era stata contestata a tutti e tre i minori. Per ciascuno di loro, tuttavia, resta in piedi l’ipotesi di rissa aggravata, contestazione collegata alla colluttazione terminata con la morte di Bongiorni.
La conclusione delle indagini è stata notificata dalla Procura di Genova nell’ambito del procedimento davanti alla giustizia minorile. L’atto consente di definire con maggiore precisione le diverse posizioni dei tre ragazzi e distingue la responsabilità ipotizzata per il decesso dalle contestazioni ancora comuni.
Il procedimento per i maggiorenni
La vicenda comprende anche la posizione di alcuni maggiorenni, seguita dalla Procura di Massa. In base alla ricostruzione coordinata delle due procure, il maggiorenne Eduard Alin Carutasu sarebbe corresponsabile della morte: dopo la caduta di Bongiorni, gli avrebbe sferrato un calcio al volto.
Il prossimo passaggio processuale è fissato per il 24 settembre, quando è prevista l’udienza preliminare per gli altri due maggiorenni coinvolti. In quella sede il giudice dovrà valutare le richieste della procura e potrebbe disporre il rinvio a giudizio.