Una cintura stretta intorno alla gamba per fermare l’emorragia e una corsa contro il tempo. È iniziata così, nella notte del 16 giugno, la lunga battaglia per salvare Filippo, 21 anni, rimasto vittima di un grave incidente in moto in via Dorsale, davanti allo Splendor. Nella caduta il giovane ha perso la gamba sotto il ginocchio e ha riportato traumi gravissimi, tra cui una frattura del bacino con una consistente emorragia interna.
A quasi due mesi di distanza, il ragazzo è vivo, è tornato a casa e può affrontare il percorso verso una nuova vita. La madre Alessandra ha raccontato la vicenda in un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook Sei di Massa se, rivolto soprattutto al Noa e a tutte le persone che quella notte hanno contribuito a soccorrerlo.
La prima emergenza sul luogo dell’incidente
L’incidente è avvenuto attorno alle 22, mentre Filippo percorreva via Dorsale. Il padre, che lavorava con lui e lo seguiva a poca distanza, è arrivato tra i primi sul posto. Di fronte alla gravità della situazione, ha utilizzato una cintura per bloccare la gamba e contenere la perdita di sangue. Secondo quanto spiegato successivamente alla famiglia, quel gesto potrebbe essere stato decisivo per consentire al ragazzo di arrivare vivo in ospedale.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i soccorritori del 118 e gli operatori della Misericordia, che hanno gestito l’emergenza e trasportato Filippo al Noa in condizioni critiche. Oltre alla perdita dell’arto, il giovane aveva riportato una grave lesione al bacino con emorragia interna, numerose escoriazioni, denti rotti e altri traumi.
L’intervento e il lungo ricovero
Al pronto soccorso l’emergenza è stata presa in carico rapidamente. Secondo il racconto della famiglia, meno di un’ora dopo l’arrivo Filippo era già in sala operatoria. Chirurgo vascolare, ortopedico, anestesista e le rispettive équipe hanno lavorato per affrontare le conseguenze delle ferite e, prima di tutto, per salvargli la vita.
È quindi iniziato il ricovero in terapia intensiva, durato 27 giorni. La madre ricorda il lavoro di medici e infermieri, sottolineando non solo la professionalità, ma anche l’attenzione riservata al ragazzo e alla sua famiglia nella fase più delicata. Dopo la terapia intensiva, Filippo è stato trasferito nel reparto di chirurgia, dove ha proseguito la degenza fino al rientro a casa.
Il giovane è rimasto vigile durante l’incidente e conserva il ricordo di quanto accaduto. Per questo, oltre alle cure fisiche, è stato seguito anche dalle psicologhe. Ora lo attende un percorso lungo e impegnativo, fatto di riabilitazione, ulteriori cure e, più avanti, dell’iter necessario per arrivare alla protesi. La famiglia lo accompagna inoltre a Pisa per la camera iperbarica.
Il messaggio di Alessandra ha raccolto sui social numerosi messaggi di vicinanza per Filippo e per i suoi familiari. La madre ha ringraziato il personale del Noa, il 118, la Misericordia e tutte le persone intervenute, riconoscendo il valore della catena di soccorsi che ha permesso di tenere in vita il ragazzo. Il momento più drammatico è alle spalle, ma davanti a Filippo resta una strada ancora lunga da percorrere.