Rifondazione comunista contesta le scelte urbanistiche dell’amministrazione di Massa, accusata di avere adottato politiche contraddittorie rispetto alla propria comunicazione sull’ambiente. Secondo il partito, agli annunci sulla tutela del verde non corrisponderebbero interventi concreti, ma decisioni ritenute in contrasto con la salvaguardia del suolo e degli alberi.
Nel documento diffuso dal Circolo di Massa centro, Rifondazione parla di una distanza tra la propaganda ambientalista del Comune e le trasformazioni previste o autorizzate sul territorio. Il partito critica anche il ricorso al termine greenwashing, sostenendo che risorse pubbliche sarebbero state impiegate per costruire un’immagine ecologica dell’amministrazione senza rimediare agli effetti delle opere contestate.
Le opere nel mirino
Tra gli interventi citati figura la riduzione di una parte del parco degli Ulivi, dove, secondo Rifondazione, sono previsti un edificio di quattro piani e una nuova strada a servizio della questura. Nel mirino del partito c’è anche la trasformazione del parco dell’Ugo Pisa, associata a un consumo di suolo pubblico indicato in quasi un ettaro e all’abbattimento di migliaia di alberi.
La critica riguarda inoltre il sostegno al consumo di suolo collegato alla Variante Aurelia, le varianti commerciali ed edilizie approvate negli ultimi anni e la cementificazione ritenuta possibile dal nuovo Piano dell’arenile. Rifondazione sostiene che queste scelte siano state portate avanti nonostante le opposizioni e le richieste di ampliare gli spazi verdi, considerate particolarmente importanti nel contesto dei cambiamenti climatici.
La contestazione politica
Nel comunicato viene sollevata anche una questione relativa alla comunicazione istituzionale. Il partito denuncia annunci alla stampa di atti amministrativi prima della loro pubblicazione sull’albo pretorio, interpretando questa modalità come il segnale di una politica sempre più orientata all’intrattenimento mediatico invece che alla gestione della cosa pubblica.
Rifondazione contesta infine l’ultima spesa di 220mila euro destinata, secondo quanto riportato nel documento, a interventi di carattere ambientale. Per il partito la somma non sarebbe sufficiente a compensare i danni provocati dalla perdita di aree verdi e dal consumo di suolo. La valutazione e le accuse riportate appartengono a Rifondazione comunista, che definisce la decisione della giunta comunale un’iniziativa prevalentemente mediatica e priva di efficacia.