Franco Benassi, vicepresidente dell’Associazione Tappeti di Segatura di Camaiore, sarà tra i protagonisti dell’iniziativa organizzata per tentare di conquistare il Guinness World Record dell’infiorata più lunga al mondo. Sabato, sulle Mura di Lucca, oltre 300 tappetai di Camaiore parteciperanno alla realizzazione di un lungo percorso decorativo insieme a delegazioni provenienti da tutta Italia. L’obiettivo è superare il primato attualmente detenuto dal Messico.
Il gruppo di Benassi, riunito nell’associazione Amici delle tradizioni popolari, dovrà completare una porzione di 480 metri. I lavori cominceranno alle 6 e proseguiranno fino alle 20, quando è prevista la misurazione ufficiale. La base sarà realizzata con segatura nei colori di Lucca, il bianco e il rosso, mentre sui diversi segmenti saranno tracciati motivi dedicati alle bellezze del territorio, affidati alle squadre partecipanti.
Una storia iniziata nel 1968
Per Benassi il legame con questa tradizione ha attraversato tutta la vita. Il suo primo approccio risale al 13 giugno 1968, giorno del Corpus Domini, quando, ancora studente liceale, realizzò con alcuni compagni un tappeto in via Vittorio Emanuele a Camaiore. Quell’opera, però, rappresentò una rottura con la consuetudine: non venne utilizzata la segatura colorata, ma macchie di colore ispirate allo stile di Jackson Pollock, filo spinato e sassi.
«Fu un atto di ribellione alla tradizione in segno di contestazione alla Guerra del Vietnam», ha raccontato Benassi. Per quella scelta lui e gli altri ragazzi furono arrestati e portati in caserma. Oggi, a 73 anni, Benassi è tra i più anziani tappetai di Camaiore e da 44 anni si dedica alla difesa di un’usanza che, nella sua giovinezza, aveva contribuito a contestare.
Il passaggio alle nuove generazioni
Secondo la tradizione tramandata, l’uso della segatura sarebbe legato all’arrivo dei Borbone a Camaiore: quando i sovrani scendevano dalla carrozza, il terreno veniva cosparso di trucioli in loro onore. Il documento più antico ancora disponibile risale al 1930. Si tratta di una guida storica della Versilia che descrive la realizzazione, una volta all’anno in occasione del Corpus Domini, di tappeti composti da tritura di legno accuratamente colorata.
Benassi, che in passato è stato anche insegnante, considera questa pratica uno strumento per trasmettere ai ragazzi la passione per il saper fare. La lavorazione richiede di stare chinati, usare le mani e collaborare alla costruzione di un’opera destinata a scomparire. Proprio la dimensione collettiva, spiega, consente di mettere in relazione giovani e adulti attraverso un materiale povero ma ricco di possibilità creative.
La partecipazione delle nuove generazioni è già al centro dei preparativi. In questi giorni Benassi sta raccogliendo numerose richieste da parte di genitori interessati a coinvolgere i figli nell’iniziativa. Nel suo gruppo, il partecipante più giovane avrà 11 anni.