La Procura di Lucca ha dato esecuzione a un ordine di carcerazione nei confronti di una donna di 59 anni, residente nel territorio lucchese, dopo il mancato pagamento di una sanzione pecuniaria e la violazione delle prescrizioni imposte in alternativa alla detenzione. Il provvedimento è stato adottato nell’ambito del meccanismo previsto dalla riforma Cartabia per rendere effettive anche le pene economiche.
La donna era stata condannata dal tribunale di Lucca a un anno e un mese di reclusione, oltre al pagamento di una multa da 3.200 euro, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare eroina e hashish. Dopo aver scontato la parte detentiva della pena, non avrebbe versato la somma dovuta. La 59enne, inoltre, aveva alle spalle oltre venti condanne, secondo quanto riferito dalla Procura.
La conversione della sanzione
Di fronte al mancato pagamento, gli uffici giudiziari hanno avviato la procedura prevista dalla legge e trasmesso gli atti al magistrato di sorveglianza di Pisa. Il magistrato ha disposto la conversione della multa in 13 giorni di libertà controllata, una misura alternativa che prevede il rispetto di specifiche prescrizioni.
La donna avrebbe però violato le regole per nove giorni su tredici, senza fornire giustificazioni. A quel punto il tribunale di sorveglianza di Firenze ha convertito la libertà controllata nella pena della reclusione. La Procura lucchese ha quindi emesso l’ordine di carcerazione e la 59enne è stata accompagnata in un istituto penitenziario.
Il quadro sulle pene pecuniarie
Il procuratore facente funzioni Lucia Rugani ha sottolineato il rilievo del caso, indicandolo come un esempio dell’applicazione delle nuove disposizioni. Il tema del mancato pagamento delle sanzioni penali è da tempo al centro del dibattito sulla loro effettività.
Secondo la ricostruzione della Procura, fino al 1979 il mancato versamento delle somme dovute poteva portare più rapidamente alla conversione in carcere. Dagli anni Ottanta, invece, le procedure più complesse e il carico di lavoro degli uffici di sorveglianza avrebbero contribuito a rallentare l’esecuzione delle pene economiche. Nel tempo, parte delle somme dovute allo Stato non sarebbe stata recuperata.
La riforma Cartabia ha modificato questo quadro, introducendo un percorso che può portare alla sostituzione della sanzione pecuniaria con misure restrittive e, in caso di inosservanza, con la reclusione. Nel caso della 59enne, il mancato pagamento e la successiva violazione della libertà controllata hanno portato all’emissione del provvedimento eseguito dalla Procura.