La vicenda dei circa 70 addetti del piazzale Bertani di Livorno torna al centro del confronto sindacale. USB Livorno ha diffuso una nuova presa di posizione dopo una recente sentenza del Tribunale del lavoro di Ferrara, ritenuta dall’organizzazione una decisione applicabile anche al caso livornese.
Secondo quanto riferito da USB, gli addetti sarebbero stati licenziati e successivamente riassunti tramite un’agenzia interinale con contratti della durata di un anno. Per alcuni dipendenti, sostiene il sindacato, questo passaggio avrebbe comportato la perdita di anzianità, diritti acquisiti e livelli di inquadramento.
USB ricorda inoltre di avere contestato l’accordo sindacale sottoscritto in Prefettura da Cgil, Cisl e Uil. L’organizzazione afferma di essere stata l’unica a opporsi all’intesa, ritenuta penalizzante per il personale impiegato nelle attività di movimentazione delle auto.
Il precedente del Tribunale di Ferrara
Nel caso esaminato dal Tribunale del lavoro di Ferrara, sempre secondo la ricostruzione di USB, l’uscita della società appaltatrice era stata seguita dall’assorbimento degli addetti da parte di un’agenzia interinale. Il giudice avrebbe disposto l’assunzione da parte della committenza, riconoscendo il mantenimento dell’anzianità e degli altri diritti maturati.
USB considera la pronuncia un precedente significativo per la situazione di Livorno. Nella nota, il sindacato sostiene che non vi fossero crisi aziendali, modifiche nelle mansioni o esuberi tali da giustificare il ricorso a una nuova forma contrattuale. La richiesta è quindi che Bertani proceda all’inquadramento dell’intera forza lavoro alle medesime condizioni.
La disponibilità a sostenere le cause
Alla luce della sentenza, USB Livorno ribadisce la propria disponibilità a sostenere sul piano legale gli addetti che intendessero promuovere un’azione giudiziaria per ottenere l’assunzione diretta. Si tratta, precisa l’organizzazione, di una possibilità rivolta ai lavoratori interessati a far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti.
Il sindacato solleva anche altre questioni relative alle condizioni applicate nel piazzale. Secondo USB, agli addetti spetterebbero buoni pasto e trattamento integrativo, mentre non sarebbero ancora stati aggiornati i livelli di inquadramento nonostante gli impegni assunti.
La posizione dell’organizzazione resta fortemente critica verso la gestione dei rapporti di lavoro nel comparto. USB conclude chiedendo maggiore tutela per il personale e contestando le intese raggiunte, che considera insufficienti a garantire il mantenimento delle condizioni occupazionali e dei diritti maturati.