La Cleaf, azienda di Lissone, si trova al centro di uno stato di agitazione proclamato dai sindacati, che ha portato i lavoratori a decidere di scioperare per due ore il 22 luglio e per l’intera giornata il 27 luglio, con un presidio a partire dalle 9.
In una nota ufficiale, la famiglia Caspani, proprietaria della Cleaf, ha espresso il proprio dispiacere e stupore per questa decisione. “Da oltre cinquant’anni – affermano – la nostra filosofia mette al centro le persone che lavorano con noi. Per noi Cleaf non è solo un’azienda, ma una grande famiglia”.
Impegno verso i lavoratori
La famiglia Caspani ha sottolineato come il legame con i propri dipendenti si traduca in fatti concreti, garantendo trattamenti economici e tutele superiori a quelle previste dal contratto nazionale di categoria. “Questo senso di responsabilità ci ha guidato anche nei momenti più difficili”, hanno aggiunto, citando l’abbattimento della sede storica a causa dei lavori per la Pedemontana, dove la priorità è stata quella di proteggere i lavoratori, evitando che perdessero giorni di lavoro o stipendio.
Apertura al dialogo
Nonostante la situazione di conflitto, l’azienda ha dichiarato di essere aperta al dialogo. “Siamo pronti a metterci intorno a un tavolo, ad ascoltare e a dialogare con i nostri lavoratori per affrontare ogni problema, anche in attesa del rinnovo del Ccnl Legno-Arredo”, hanno affermato. Tuttavia, hanno anche evidenziato che l’interruzione delle attività industriali e il blocco degli straordinari non sono considerati la via corretta per instaurare un confronto sereno, sottolineando l’importanza del rispetto reciproco e del bene della comunità.