Le organizzazioni sindacali territoriali di CGIL, CISL e UIL Lecco hanno espresso una netta opposizione alle sanzioni nei confronti di chi ha contestato l’apologia di fascismo durante i recenti eventi del 27 aprile 2026. In linea con le posizioni dell’ANPI di Lecco, i sindacati ritengono inaccettabile che nel territorio possano essere autorizzati raduni che celebrano un periodo di dittatura.
Secondo le organizzazioni, tali manifestazioni non rappresentano semplici opinioni, ma costituiscono una vera e propria apologia del fascismo, sostenuta da una lettura revisionista della storia. È fondamentale ricordare che la democrazia italiana si basa sulla lotta di Liberazione e su una Costituzione antifascista, valori che devono essere difesi con fermezza.
La responsabilità civile e la partecipazione democratica
La sensibilità antifascista della cittadinanza lecchese è profonda, come dimostrato dal contributo della popolazione durante il periodo 1943-45, onorato dalla Medaglia d’Argento al Valor Militare sul gonfalone cittadino. Contestare i raduni nostalgici è considerato un esercizio legittimo della vita democratica e un atto di responsabilità civile.
CGIL, CISL e UIL Lecco hanno espresso solidarietà a tutti coloro che hanno manifestato pacificamente il 27 aprile contro le celebrazioni nostalgiche. I sindacati avvertono che le sanzioni economiche rischiano di trasformarsi in una “tassa sul diritto di manifestare”, scoraggiando la partecipazione democratica e creando tensioni tra istituzioni e cittadini.
Richiesta di revisione delle sanzioni
Le organizzazioni sindacali chiedono che non vengano intraprese azioni sanzionatorie contro i manifestanti pacifici e che le autorità competenti rivedano i provvedimenti già adottati. La difesa della Costituzione e dei suoi valori deve rimanere una priorità per garantire una convivenza civile serena e rispettosa.