Latina (LT)

Via Don Morosini, parte il percorso per contrastare la desertificazione commerciale

Daniela Fiore: «Il commercio non è solo economia. Ogni serranda rialzata significa più servizi, più relazioni e più sicurezza per il quartiere»

Via Don Morosini, parte il percorso per contrastare la desertificazione commerciale

La valorizzazione commerciale di via Don Morosini entra nel vivo del dibattito istituzionale. Si è svolta la commissione Attività Produttive convocata dalla presidente Simona Mulè all’indomani del consiglio comunale straordinario conclusosi con l’approvazione all’unanimità di un documento unitario per il rilancio dell’area, da anni in stato di abbandono.  Alla seduta hanno preso parte anche i rappresentanti del comitato “Basta degrado”, che nelle scorse settimane hanno portato all’attenzione delle istituzioni le criticità del quartiere, insieme all’assessore alle Attività Produttive Antonio Cosentino, che ha ribadito la volontà di trasformare la commissione in un tavolo operativo per raccogliere proposte e individuare strumenti utili al rilancio commerciale dell’area.

Tra i temi affrontati anche il progetto “Serrande Aperte”, proposto e illustrato dalla consigliera comunale del gruppo Misto Daniela Fiore. «Il tema era stato affrontato già in aula, dove la proposta di avviare politiche per riaprire gli spazi commerciali oggi vuoti e deserti – ricorda Fiore – aveva trovato un’accoglienza positiva. Anche in commissione ho registrato grande interesse da parte dei consiglieri e dell’assessore Cosentino. Ringrazio la presidente Mulè per aver convocato questa seduta e per avermi invitata a partecipare. L’obiettivo è iniziare a ragionare concretamente su come restituire funzione e vitalità a spazi che oggi rappresentano uno dei simboli più evidenti del declino del centro storico».

Nel corso della commissione è stato individuato un primo passaggio operativo: procedere a un censimento dei locali sfitti presenti nell’area, avviando un confronto con i proprietari per conoscere il numero degli immobili inutilizzati, da quanto tempo risultino chiusi e quali possano essere le condizioni per favorirne la riattivazione. «La desertificazione commerciale – sottolinea Fiore – è una delle cause profonde del degrado urbano. Quando chiude un negozio non perdiamo soltanto
un’attività economica, perdiamo una luce accesa, una vetrina curata, un presidio quotidiano della strada, un servizio per i residenti. Dove prima c’erano passaggio, relazioni e vita, restano vuoti urbani che finiscono per lasciare spazio alla marginalità, all’abbandono e all’insicurezza».

«Il lavoro della commissione – aggiunge – dovrà ora concentrarsi sulla costruzione di strumenti concreti per incentivare nuove aperture e riportare funzioni economiche e sociali nell’area. La mia proposta è quella di affiancare alla mappatura dei locali sfitti incentivi di natura fiscale per chi sceglie di investire in questo quadrante della città, ma anche iniziative temporanee come temporary shop, spazi espositivi dedicati all’arte, all’artigianato e alle associazioni del territorio. Via Don Morosini può diventare un laboratorio da cui partire per affrontare un problema che non riguarda soltanto questa zona, ma tutto il centro storico e, in forme diverse, anche alcune parti delle periferie».

«L’impegno assunto oggi – conclude Fiore – è che queste idee non restino sulla carta. La sicurezza non nasce soltanto dal controllo e dalla repressione. Nasce anche dalla vita che torna nelle strade, dai servizi che riaprono, dalle attività che investono sul territorio e dalle relazioni che si ricostruiscono all’interno delle comunità».