Iseo (BS)

Iseo, finge un malore per attirare moglie e figlia e le minaccia con un coltello: arrestato

E' successo domenica fuori dal pronto soccorso: l'uomo a inizio giugno era già stato denunciato dalle due donne

Iseo, finge un malore per attirare moglie e figlia e le minaccia con un coltello: arrestato

Ha finto un malore per convincere la moglie e la figlia a raggiungerlo, ma una volta arrivato nei pressi del Pronto Soccorso avrebbe estratto un coltello e le avrebbe minacciate di morte. Un uomo di 60 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Chiari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia al termine di una drammatica vicenda che ha visto protagoniste due donne già costrette ad allontanarsi da casa per timore delle sue violenze.

Iseo, finge un malore per attirare moglie e figlia e le minaccia con un coltello: arrestato

Secondo quanto ricostruito dai militari, la vicenda è iniziata nelle prime ore della mattinata di ieri, domenica 21 giugno. L’uomo avrebbe simulato un grave malore al petto all’esterno della propria abitazione, chiedendo a una vicina di contattare urgentemente la moglie e la figlia affinché lo accompagnassero al Pronto Soccorso di Iseo. Le due donne, che avevano già denunciato il 60enne l’8 giugno per ripetuti episodi di violenza e che nel frattempo si erano trasferite in una struttura ricettiva della provincia di Bergamo per motivi di sicurezza, sono intervenute per prestargli soccorso.

Una volta giunti nei pressi dell’ospedale, però, l’uomo avrebbe improvvisamente cambiato atteggiamento, aggredendo fisicamente la figlia e minacciando di morte entrambe le donne con un coltello a serramanico. Le vittime sono riuscite a mettersi in salvo rifugiandosi all’interno della propria autovettura e contattando il Numero Unico di Emergenza 112.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Chiari, che hanno fermato l’uomo mentre tentava di allontanarsi a piedi. Durante la perquisizione personale è stato rinvenuto e sequestrato un coltello a serramanico lungo complessivamente 18,5 centimetri, con una lama di 8,5 centimetri, ritenuto l’arma utilizzata per le minacce. Al termine delle formalità di rito, il 60enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Brescia, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.