Il Comune di Grosseto ha revocato all’Us Grosseto la gestione dell’impianto sportivo di Roselle intitolato a Carlo Pucci. La decisione è arrivata dopo che la fideiussione presentata dalla società è stata ritenuta non idonea dagli uffici municipali. Il provvedimento riporta così l’area nella disponibilità dell’amministrazione, mentre resta da definire il futuro della struttura e delle attività che vi si svolgono.
La vicenda è stata commentata dai consiglieri di opposizione di Pd, Grosseto Città Aperta e Azione, che parlano di un confronto senza vincitori tra il sindaco Vivarelli Colonna e il patron del Grosseto Gianni Lamioni. Secondo i rappresentanti della minoranza, il Comune rischia di ritrovarsi con un centro sportivo privo di una gestione definita, mentre le conseguenze potrebbero ricadere sui ragazzi, sulle famiglie e sulle società che utilizzano i campi.
Le contestazioni dell’opposizione
I consiglieri contestano in particolare i tempi con cui sarebbero state verificate le condizioni dell’accordo. L’amministrazione, sostengono, rivendica il rispetto delle regole, ma avrebbe dovuto applicarlo fin dall’inizio, soprattutto durante una mediazione poi conclusa senza esito. Il riferimento è all’annuncio del 29 luglio, quando Rossi aveva comunicato che l’intesa era stata raggiunta e che l’impianto sarebbe tornato al Grifone. In seguito, però, sarebbe emerso che il verbale non era stato perfezionato e che le garanzie non erano state ancora esaminate.
La minoranza ricorda di aver chiesto che fossero valutati in anticipo la fideiussione, il piano economico-finanziario e il progetto di gestione, invece di procedere a verifiche successive. Per i consiglieri, i lavori della Commissione di controllo e garanzia, istituita su iniziativa di Pd, Grosseto Città Aperta e Azione, hanno permesso di ricostruire il percorso attraverso documenti e dichiarazioni dei dirigenti comunali.
Il futuro della struttura
Nel mirino dell’opposizione c’è anche il ruolo degli amministratori coinvolti nella preparazione dell’accordo. Rossi avrebbe dichiarato che la delibera era stata predisposta insieme all’assessore agli Affari legali Luca Agresti. Da qui la richiesta di chiarire quali passaggi non abbiano funzionato. I consiglieri sollevano inoltre una questione politica legata ai rapporti tra Lamioni e la maggioranza, ricordando il sostegno alla sua nascita, l’espressione di una consigliera e l’indicazione dell’assessora al bilancio. La minoranza precisa di non avanzare dubbi sulla legittimità degli atti, ma chiede se quel rapporto abbia contribuito a ritardare una decisione definitiva.
Da quasi un anno, affermano i consiglieri, veniva chiesto di verificare la disponibilità di eventuali gestori alternativi attraverso indagini esplorative o manifestazioni d’interesse. Un piano alternativo, spiegano, non avrebbe significato auspicare il fallimento dell’intesa, ma prepararsi a una possibile interruzione del rapporto. Ora il Comune annuncia un nuovo bando, ma la stagione sportiva è già iniziata, l’impianto dovrà essere restituito l’8 settembre e il contenzioso tra le parti resta aperto. L’opposizione torna infine a chiedere conto anche del maxi palazzetto annunciato da Rossi in due campagne elettorali consecutive.