L’annunciata chiusura della Direzione di filiale di Poste Italiane a Grosseto, prevista a partire dall’1 ottobre, ha suscitato preoccupazione nell’amministrazione comunale. Il Comune ha deciso di inviare una lettera all’azienda per chiedere un quadro più preciso sulle ragioni della riorganizzazione e sulle possibili conseguenze del trasferimento delle funzioni direzionali a Siena.
La richiesta è stata sottoscritta dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e nasce dalla rilevanza che il presidio postale assume per il territorio. Nella lettera viene ricordato che la provincia di Grosseto è caratterizzata da numerosi centri di piccole dimensioni e da distanze considerevoli. In questo contesto, secondo l’amministrazione, la capillarità e la prossimità dei servizi postali continuano a svolgere una funzione essenziale per cittadini e imprese.
Le richieste del Comune
Il primo cittadino chiede a Poste Italiane informazioni più dettagliate sugli uffici interessati dal piano, sulle ricadute per il personale e sulle eventuali conseguenze per la rete degli sportelli. Tra i punti da chiarire c’è anche la validità della data dell’1 ottobre, indicata come termine per l’avvio della riorganizzazione.
L’amministrazione vuole inoltre sapere se siano previsti ulteriori interventi o ridimensionamenti e quali garanzie l’azienda intenda adottare per evitare che l’accentramento delle funzioni direzionali a Siena produca un indebolimento dei servizi o del presidio aziendale nella provincia. L’obiettivo dichiarato è conoscere in anticipo l’impatto del piano sul territorio e verificare le possibili criticità.
Il futuro della sede di piazza Rosselli
Nella comunicazione viene affrontato anche il futuro dell’attuale sede storica di piazza Rosselli. Il Comune auspica che possa essere organizzato un confronto con Poste Italiane prima dell’attuazione della riorganizzazione, così da esaminare gli effetti del trasferimento e valutare le condizioni per salvaguardare un adeguato presidio postale a Grosseto e nell’intera provincia.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Segreteria unionale Cisal, che ha annunciato l’intenzione di avviare interlocuzioni con l’azienda e con le istituzioni. Il sindacato ha espresso contrarietà a un ulteriore ridimensionamento dei servizi, richiamando la progressiva riduzione delle attività già registrata nelle realtà più piccole del territorio.