Toscana

Azione chiede risposte sul progetto del nuovo penitenziario

Il partito critica il mutismo degli esponenti locali e nazionali dopo l’appello di don Enzo Capitani sulle condizioni della struttura

Azione Grosseto interviene sul futuro del sistema carcerario del capoluogo toscano e sollecita una presa di posizione da parte delle istituzioni locali e dei parlamentari di governo. Al centro della vicenda c’è l’appello lanciato da don Enzo Capitani sulle condizioni della casa circondariale e sulla necessità di realizzare una nuova struttura.

In un comunicato, il gruppo politico definisce condivisibili le parole del sacerdote e sostiene che descrivano in modo già esaustivo la situazione del carcere. Proprio per questo, Azione afferma di aver preferito inizialmente non intervenire, per evitare che ulteriori dichiarazioni potessero ridurre la portata dell’appello o trasformarlo in un’occasione di protagonismo politico.

La richiesta di un impegno concreto

Secondo Azione, a quasi due giorni dall’intervento di don Enzo non sarebbe arrivata una posizione chiara e concreta da parte delle istituzioni locali né degli esponenti parlamentari della maggioranza di governo. Il partito critica il ricorso ai soli auspici e richiama le precedenti prese di posizione sul tema del carcere grossetano, soprattutto nel periodo successivo alle ultime elezioni politiche.

La formazione collega questa vicenda a quella delle altre infrastrutture ritenute mancanti sul territorio. Nel comunicato sostiene che la Maremma fatichi a far valere a Roma le proprie priorità e che, in alcuni casi, la propaganda abbia prevalso sui risultati. Da qui la richiesta di aggiornamenti concreti sull’inizio dei lavori per il nuovo carcere, definito ormai non più rinviabile.

Azione sottolinea inoltre che la struttura prevista in via Senese non sarebbe un semplice trasferimento dell’attuale penitenziario di via Saffi. Il nuovo progetto, secondo quanto riportato nella nota, avrebbe dimensioni e una capacità detentiva molto maggiori. Per il partito, strutture adeguate rappresentano anche uno degli strumenti necessari per contrastare la criminalità, garantendo condizioni compatibili con la funzione rieducativa della pena.

Il richiamo ai centri per i rimpatri

Nel comunicato trova spazio anche una considerazione sui Centri di permanenza per il rimpatrio, destinati ai cittadini stranieri in attesa di espulsione. Azione precisa di non avere pregiudiziali sulla realizzazione di strutture di questo tipo, che il Governo ha ribadito di voler istituire in ogni regione, ma esprime dubbi sulle modalità di gestione.

Il riferimento è alle condizioni del sistema carcerario di Grosseto e, più in generale, a quelle delle carceri italiane. Secondo Azione, la vivibilità degli istituti riguarda tanto le persone detenute quanto gli operatori che vi lavorano. Il partito giudica inaccettabile il degrado umano in luoghi che dovrebbero garantire rieducazione e rispetto dei diritti fondamentali.

La nota richiama infine il ruolo del volontariato nelle attività di recupero e reinserimento sociale dei detenuti, considerate particolarmente importanti in un quadro segnato dalla scarsità di risorse statali. Per Azione, strutture inadeguate rischiano di ostacolare anche questo lavoro e di indebolire la coesione sociale. Da qui l’attesa di informazioni ufficiali sull’iter del nuovo penitenziario e sull’effettivo avvio dell’intervento.