Formia (LT)

Ritrovate le sorelline scomparse, erano da uno zio a Formia

Le ragazzine erano in un appartamento Ater, di proprietà di uno zio materno, nel quartiere Rio Fresco - Scacciagalline

Ritrovate le sorelline scomparse, erano da uno zio a Formia

Dopo due settimane sono state ritrovate e sono in buone condizioni di salute le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse da una casa famiglia a Civitella Alfedena. Sarah e Alisya, sono state ritrovate dai carabinieri a Formia, in provincia di Latina a casa di uno zio materno nel quartiere Rio Fresco. Ritrovate dopo che Valentina, la madre, aveva manifestato sconforto: “Temo siano morte – ha confessato al suo avvocato, Enrico Mastantuono -, è impossibile che se sono ancora vive non abbiano trovato il modo di tornare da me”. Mentre sabato il padre si era detto al contrario ottimista: “Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene”.

I carabinieri hanno trasferitto in una località protette le due sorelle, che saranno affidate al sindaco di Formia che troverà una sistemazione. Erano in un’abitazione, secondo alcune fonti un appartamento Ater, di proprietà di uno zio materno, nel quartiere Rio Fresco – Scacciagalline. A disporre le perquisizioni in tutto il Lazio Sud, all’inizio della settimana, era stato il procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci. Nella giornata di sabato è stato ascoltato per sei ore e mezza in caserma Youssef, fidanzato di Alisya. Per oltre un’ora è stato sentito dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, mentre il resto dell’esame si è svolto con i carabinieri della stazione di Villetta Barrea. “Non è indagato”, aveva precisato il procuratore.

L’ipotesi dell’allontanamento volontario con l’aiuto di qualcuno che le conosceva era stata avanzata da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo dell’associazione Penelope, che aveva parlato di una partenza in auto dopo un breve percorso a piedi delle due ragazze. “Suppongo siano state aiutate in tutte le fasi del loro allontanamento: penso siano uscite dalla struttura aiutate da qualcuno che conosceva la casa famiglia, passando per punti bui, come ad esempio la finestra rotta. Avranno percorso poi una parte di sentiero che dalla struttura va verso la riserva La Camosciara, anche lì non da sole, supportate da qualcuno che conoscevano, di cui si fidavano”. Il loro ritrovamento a casa dello zio conferma l’ipotesi.

Il papà delle soreline ha avuto un malore alla notizia del ritrovamento ed è stato portato in ospedale.