Toscana

Orrore Sollicciano e quelle sette sezioni sequestrate: “Celle inumane tra muffa, animali infestanti e infiltrazioni d’acqua”

Finanziamenti attesi da anni e lavori mai del tutto eseguiti, così il penitenziario fiorentino è arrivato ai sigilli. Il provvedimento del gip di Firenze dopo le indagini avviate dai reclami dei reclusi

Orrore Sollicciano e quelle sette sezioni sequestrate: “Celle inumane tra muffa, animali infestanti e infiltrazioni d’acqua”

Celle fatiscenti. Sovraffollate e pessime condizioni igienico-sanitarie, che tradotto significa detenuti costretti a convivere con muffa sulle pareti, infiltrazioni d’acqua, intonaco che si sgretola, scarafaggi, cimici e altri animali infestanti.

È il quadro emerso dalle indagini sul carcere di Sollicciano che ha portato al sequestro di sette sezioni dell’istituto penitenziario fiorentino.

A disporre il provvedimento è stato il giudice per le indagini preliminari Alessandro Moneti, accogliendo la richiesta della Procura di Firenze.

I sigilli sono stati apposti a tre sezioni del reparto penale, tre della sezione giudiziaria e alla sezione Accoglienza, in una decisione che riporta sotto i riflettori le condizioni della struttura, da anni al centro di denunce e polemiche.

L’inchiesta, al momento contro ignoti, ipotizza violazioni della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tanti i reclami presentati dai detenuti

Le indagini hanno preso forma dopo una serie di reclami presentati dai detenuti e le successive decisioni del Tribunale di Sorveglianza di Firenze. Gli accertamenti svolti dalla Squadra Mobile, dal Dipartimento di prevenzione, igiene e sicurezza della Asl e dalla Guardia di Finanza avrebbero evidenziato una situazione di forte degrado.

Le verifiche hanno documentato infiltrazioni d’acqua, umidità diffusa, muffa nelle celle e nei bagni, intonaco deteriorato e la presenza di animali infestanti.

In alcune aree sono stati inoltre rilevati cavi e prese elettriche a vista, una situazione ritenuta potenzialmente pericolosa sia per i detenuti sia per il personale che opera quotidianamente all’interno del carcere.

Particolarmente critica la situazione della sezione Accoglienza, dove numerose celle sono risultate in condizioni igienico-sanitarie molto precarie. Problemi analoghi sono stati riscontrati anche in diversi reparti delle sezioni giudiziaria e penale finite sotto sequestro.

Oltre 200 detenuti dovranno essere trasferiti

Il sequestro non comporterà l’immediata chiusura dell’intero istituto, ma renderà necessario il progressivo trasferimento di circa 230 detenuti verso altre strutture penitenziarie. Le operazioni dovrebbero avvenire a scaglioni nel corso delle prossime settimane.

La vicenda riaccende i riflettori su una situazione denunciata da anni. Già nei mesi scorsi il Tribunale di Sorveglianza aveva descritto condizioni detentive estremamente problematiche, parlando di reclusi costretti a vivere in ambienti segnati dalla presenza di muffa e infestazioni.

L’inchiesta, al momento a carico di ignoti, ipotizza violazioni della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo la Procura, le celle avrebbero dovuto garantire standard adeguati anche per tutte le persone che vi operano quotidianamente, dagli agenti della polizia penitenziaria al personale sanitario, fino ai detenuti impegnati nelle attività lavorative e trattamentali.

Quei lavori attesi da anni

Sul carcere di Sollicciano si susseguono da tempo annunci di interventi e progetti di riqualificazione. Negli ultimi anni sono stati previsti finanziamenti milionari per opere di ristrutturazione e ammodernamento, ma gran parte dei lavori non ha ancora prodotto risultati risolutivi.

Tra le criticità evidenziate negli atti giudiziari figurano anche problemi legati a precedenti interventi di manutenzione che non sarebbero riusciti a eliminare le infiltrazioni. In alcuni casi, secondo quanto ricostruito, errori progettuali avrebbero contribuito a rallentare ulteriormente il percorso di riqualificazione della struttura.

Molte le reazioni

Il sequestro delle sette sezioni ha immediatamente alimentato il dibattito politico e istituzionale sul futuro del carcere fiorentino. Da più parti viene chiesto un intervento radicale per superare una situazione che, secondo i critici, non può più essere affrontata con misure temporanee.

Nel frattempo resta aperta la questione delle condizioni di vita all’interno dell’istituto, tema che nei prossimi mesi continuerà ad essere al centro dell’attenzione anche sul piano giudiziario, mentre procedono le iniziative per individuare soluzioni strutturali ai problemi emersi.