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Voucher cloud, il contributo arriva dopo il pagamento delle spese

La misura copre metà degli esborsi ammissibili, con tetto di 20mila euro e contratti digitali biennali.

Il voucher cloud e digitalizzazione per le piccole e medie imprese prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro per beneficiario. Per accedere alla misura è necessario sostenere una spesa minima di 4.000 euro. Le domande sono state avviate con la fase di precompilazione dal 20 ottobre.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiarito, attraverso le FAQ dedicate alla misura, che il sostegno non viene riconosciuto in anticipo. L’agevolazione è infatti erogata a rimborso delle spese effettivamente sostenute e regolarmente pagate al fornitore.

Prima il pagamento, poi la richiesta

Il beneficiario deve quindi anticipare integralmente le spese relative ai servizi e ai prodotti agevolati. Solo dopo il pagamento può presentare la richiesta di erogazione, allegando i titoli di spesa e la documentazione che dimostra l’avvenuto pagamento. Le fatture devono riportare il CUP associato alla domanda e il codice identificativo del servizio o del prodotto finanziato.

La richiesta del contributo può essere presentata in due quote. La prima è accessibile dopo aver sostenuto e pagato almeno il 50% del piano di spesa ammesso; la seconda viene richiesta al termine del progetto. Questa prima soglia consente di ottenere la quota relativa al primo stato di avanzamento, indicato come SAL 1.

In alternativa, l’impresa può attendere la conclusione del piano e chiedere l’intero importo in un’unica soluzione a saldo. Anche in questo caso deve essere stato realizzato almeno il 50% del piano di spesa ammesso. Saranno comunque riconosciute soltanto le spese ritenute ammissibili, effettivamente sostenute, pagate e correttamente rendicontate secondo le regole della misura.

Servizi cloud in abbonamento

Le FAQ chiariscono anche le modalità di pagamento dei servizi acquisiti in abbonamento. Non è prevista una periodicità obbligatoria: i canoni possono avere cadenza mensile, trimestrale o annuale. È quindi ammesso anche il pagamento anticipato di più annualità, purché il servizio sia acquisito con un abbonamento di durata non inferiore a 24 mesi.

Se il contratto ha una durata superiore a 24 mesi, il beneficio non si estende all’intero periodo. Sono ammissibili esclusivamente le spese fatturate e pagate entro 24 mesi dalla sottoscrizione, riferite ai primi 24 mesi dell’abbonamento. Anche per i servizi cloud, dunque, il rimborso resta subordinato alla spesa già sostenuta e alla presentazione della documentazione richiesta.