Si è conclusa il 29 ottobre la gara per l’assegnazione di due rami d’azienda di Thetis spa, società di ingegneria in composizione negoziata della crisi e partecipata dal Consorzio Venezia Nuova. L’operazione si inserisce nel percorso di riorganizzazione delle attività legate al Mose e nella transizione verso il nuovo assetto che prevede l’Autorità per la laguna di Venezia come soggetto incaricato della gestione del sistema e della tutela della laguna.
Le due aggiudicazioni
Il ramo denominato Gestione opere pubbliche, composto da 42 unità, è stato assegnato alla neonata MOSE Engineering. La società è stata creata dal Consorzio Venezia Nuova ed è destinata a operare come società in house dell’Autorità per la laguna, con competenze sulla manutenzione del Mose.
Il secondo ramo, chiamato Thetis 4.0 e formato da 14 unità, è stato aggiudicato a BTP Infrastrutture Spa, società di ingegneria con sede a Roma e attiva nella progettazione integrata, nella direzione lavori e nel project management. L’azienda collabora già con Thetis. Alla procedura ha partecipato anche DBA Spa, operativa nello stesso settore e coinvolta in precedenti attività collegate al Mose.
Thetis ha definito l’esito della gara un passaggio importante verso la conclusione positiva della composizione negoziata della crisi e verso un futuro più solido per l’azienda. Le aggiudicazioni, tuttavia, sono ancora provvisorie e non chiudono la vertenza sul personale. Per il ramo Thetis 4.0, i 14 dipendenti rappresentavano il numero minimo previsto dal bando e non si è quindi verificato alcun rialzo.
Il nodo degli esuberi
Restano da definire le posizioni di 17 dipendenti di Thetis e di circa 20 lavoratori distaccati da Consorzio Venezia Nuova, Thetis e Comar, impegnati da circa vent’anni nelle attività per il provveditorato alle acque. Una parte di queste persone ha partecipato ai concorsi dell’Autorità per la laguna, che ha messo a disposizione 28 posti e cerca profili compatibili con le professionalità già presenti. Le candidature, però, sono state oltre un migliaio e sono arrivate da tutta Italia.
Secondo lo schema attuale, tra una ventina e una quarantina di lavoratori rischiano di rimanere senza occupazione, a seconda degli esiti del percorso di riorganizzazione. La situazione potrebbe avere conseguenze anche sulle gare appena concluse: l’eventuale ricorso di uno dei dipendenti e un suo accoglimento potrebbero mettere in discussione l’intero impianto della transizione.
La scorsa settimana le principali aziende del Consorzio Venezia Nuova hanno chiesto alle autorità di revocare il commissariamento e lo stato di liquidazione del consorzio, dichiarandosi disponibili ad assorbire tutti gli esuberi. Per la Cgil Venezia, rappresentata dal segretario generale Daniele Giordano, sarà necessario esaminare il piano industriale di BTP Infrastrutture e definire con precisione il passaggio del personale a MOSE Engineering, garantendo diritti, condizioni contrattuali e professionalità maturate.
Il prossimo confronto è stato convocato dalla Regione Veneto per il 4 novembre. L’obiettivo del tavolo sarà cercare una soluzione per tutti i lavoratori coinvolti, dopo mesi di trattative e incertezze sul futuro occupazionale.