Piemonte

Stellantis annuncia altri due giorni di fermata

Fiom segnala ricadute su occupazione e aziende dell’indotto.

Settembre si apre con nuove difficoltà per i lavoratori della Carrozzeria di Mirafiori. Stellantis ha comunicato alle rappresentanze sindacali un’ulteriore fermata produttiva di due giorni, fissata per il 7 e l’8 settembre, dopo lo stop già previsto dal 2 al 4 settembre.

L’annuncio è arrivato nella mattinata di venerdì 4 settembre e riguarda, in questa fase, il reparto Carrozzeria. Per la Fiom Cgil di Torino, la nuova sospensione conferma una situazione di difficoltà segnalata da mesi. Il segretario generale Edi Lazzi avverte inoltre che, a breve, potrebbero essere coinvolti anche altri settori dello stabilimento, tra cui le Presse.

Le ricadute sull’indotto

Secondo il sindacato, le fermate produttive non si limitano agli addetti direttamente impiegati nello stabilimento. Lo stop alle attività incide anche sulle aziende dell’indotto, che producono componenti destinati alla fabbrica e che stanno affrontando il rallentamento attraverso il ricorso alla cassa integrazione o la mancata conferma dei lavoratori interinali.

La Fiom teme che, se la situazione dovesse proseguire con questo andamento, prima della fine dell’anno anche alla Carrozzeria di Mirafiori possa essere utilizzata la cassa integrazione. Sarebbe, secondo quanto riferito da Lazzi, il diciannovesimo anno consecutivo di ricorso agli ammortizzatori sociali. A rischio ci sarebbe anche la conferma dei 400 interinali entrati nello stabilimento soltanto a gennaio.

L’appello alle istituzioni

Per il segretario della Fiom, le difficoltà sono legate alle scarse vendite della 500, e non alla mancanza di motori o componenti. Il sindacato chiede quindi alle istituzioni, a tutti i livelli, di convocare con urgenza i vertici aziendali insieme alle organizzazioni dei lavoratori.

L’obiettivo indicato dalla Fiom è ottenere nel breve periodo almeno un nuovo modello, considerato necessario per superare lo stallo produttivo. Il sindacato sollecita così un intervento per il rilancio industriale del territorio e per contenere le conseguenze delle fermate sulle lavoratrici, sui lavoratori e sulle imprese collegate allo stabilimento.