Gli aumenti delle utenze energetiche stanno superando le previsioni iniziali e mettono sotto pressione le imprese. A segnalarlo è l’Osservatorio di Confimprenditori, che ha raccolto i dati tra le circa 370.000 aziende associate. Secondo l’organizzazione, a settembre i rincari hanno raggiunto punte dell’80% e oltre, a fronte di stime iniziali comprese tra il 40% e il 50%.
Le segnalazioni dalle imprese
Il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, riferisce che il costo dell’energia è cresciuto ben oltre le attese. Tra gli esempi citati dall’associazione c’è quello di una bolletta passata da 12.000 euro nell’agosto 2025 a 21.986 euro nell’agosto 2026, con un incremento dell’83% nell’arco di un anno.
Per Confimprenditori, l’impatto degli aumenti rischia di compromettere la sostenibilità economica delle attività. Ruvolo descrive la situazione come insostenibile e riferisce che alcune imprese sarebbero arrivate a valutare la possibilità di interrompere l’attività, fino alla provocatoria disponibilità a consegnare le chiavi.
La richiesta al Governo
L’associazione chiede al Governo di aprire un tavolo tecnico con le organizzazioni di categoria. L’obiettivo indicato è definire tempi, criteri e modalità per l’attuazione di misure straordinarie a sostegno delle imprese colpite dai rincari energetici.
La richiesta arriva dopo la rilevazione degli scostamenti tra le previsioni e gli aumenti effettivamente registrati nelle bollette. I dati diffusi da Confimprenditori descrivono quindi una fase di forte pressione sui costi aziendali, senza indicare al momento quali interventi pubblici possano essere adottati.