Parma si colloca al terzo posto in Italia per retribuzione media lorda annua. Nel 2024, secondo l’analisi della Cgia di Mestre, nella provincia emiliana lo stipendio medio ha raggiunto i 28.747 euro, alle spalle di Milano, prima con 35.670 euro, e Monza-Brianza, seconda con 29.576 euro.
Il dato inserisce il territorio parmense tra quelli con le buste paga medie più elevate a livello nazionale. Subito dopo Parma figurano altre due province dell’Emilia-Romagna: Modena, con 28.731 euro, e Bologna, con 28.672 euro. Nella parte alta della graduatoria si trovano inoltre Lecco e Reggio Emilia.
Il quadro regionale
L’Emilia-Romagna risulta tra le regioni più produttive del Paese, insieme a Trentino-Alto Adige, Lombardia, Valle d’Aosta e Lazio. Per quanto riguarda le retribuzioni medie lorde annuali, la regione occupa il secondo posto con 26.377 euro, dietro alla Lombardia, che raggiunge i 30.384 euro. Seguono Piemonte, con 26.249 euro, Veneto, con 25.370, e Trentino-Alto Adige, con 25.244.
L’analisi evidenzia anche un marcato divario territoriale nel mercato del lavoro. Nel 2024 sono state lavorate in media 246,5 giornate all’anno: al Nord la media è salita a 255 giorni, mentre nel Mezzogiorno si è fermata a 228, con una differenza di 27 giornate, quasi un mese di lavoro in più ogni anno.
La distanza riguarda anche le retribuzioni giornaliere. Nel Settentrione la paga media è stata di 108 euro, contro gli 80 euro del Sud, con un differenziale del 36%. Secondo la Cgia, il dato sulle giornate lavorate deve essere interpretato considerando la maggiore diffusione nel Mezzogiorno della precarietà, del part time involontario e del lavoro stagionale. Il monte ore ufficiale, inoltre, non comprende il lavoro nero, che presenta nel Sud dimensioni rilevanti.
Giornate lavorate e contrattazione
A livello provinciale, il primato per numero di giornate retribuite spetta a Lecco, con 265,4 giorni all’anno. Seguono Biella, con 263,9, Vicenza, con 263,4, Monza-Brianza, con 263,3, e Lodi, con 262,8. In fondo alla graduatoria si trovano Rimini, con 212 giornate, Nuoro, con 205, e Vibo Valentia, con 195.
Sul fronte delle retribuzioni annuali, dopo Milano, Monza-Brianza e Parma figurano Modena e Bologna. I valori più bassi sono quelli di Crotone, con 15.326 euro, Cosenza, con 15.263, Nuoro, con 15.231, e Vibo Valentia, ultima con 13.885 euro. La media nazionale si è attestata a 24.486 euro lordi.
La Cgia richiama infine il tema della contrattazione di secondo livello. Secondo gli ultimi dati del Ministero del Lavoro, questo tipo di accordi coinvolge circa 4,2 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato, pari al 26% del totale. Di questi, 3,1 milioni sono interessati da contratti aziendali e 1,1 milioni da contratti territoriali.