Piemonte

Radici Chimica, nessun accordo su esuberi e salari

Lone Star indica 140 uscite su 287 addetti; sigle preparano assemblee, possibili proteste nel mese di settembre.

La trattativa sul futuro dello stabilimento Radici Chimica si è ulteriormente complicata dopo l’incontro interlocutorio tra la dirigenza e la rappresentanza sindacale unitaria, concluso senza un’intesa. Il fondo statunitense Lone Star, subentrato alla proprietà nel mese di maggio, ha comunicato l’intenzione di procedere a 140 esuberi su un organico complessivo di 287 dipendenti.

Il nodo degli esuberi e degli aumenti

Il confronto riguarda innanzitutto la gestione della procedura di esubero, destinata a proseguire fino a gennaio, ma il clima è stato appesantito anche dal mancato riconoscimento degli aumenti previsti dal contratto nazionale della chimica. L’azienda ha infatti scelto di assorbire gli incrementi nei superminimi, senza tradurli in un aumento della retribuzione in busta paga.

Le organizzazioni sindacali contestano il metodo adottato dalla nuova proprietà e denunciano un peggioramento delle relazioni industriali rispetto al passato. Secondo Cristian Bertuletti, segretario generale di Filctem Cgil Novara, il fondo avrebbe ridotto il confronto con la Rsu, limitandosi a comunicare decisioni già assunte. Per il sindacato, questo cambio di approccio è particolarmente grave in una fase nella quale una parte consistente dei lavoratori rischia di perdere il posto.

La questione salariale si inserisce in un contesto di forte incertezza occupazionale. Il blocco degli aumenti e l’assorbimento dei superminimi vengono considerati dalle rappresentanze dei lavoratori come un ulteriore elemento di tensione nello stabilimento di via Fauser. Bertuletti ha criticato l’atteggiamento dell’azienda, sostenendo che la decisione incida sulle retribuzioni proprio mentre i dipendenti affrontano il rischio degli esuberi.

Assemblee e possibili scioperi

Dopo il mancato accordo, le Rsu e le sigle di categoria hanno confermato il calendario delle iniziative di mobilitazione. Le assemblee dei dipendenti si svolgeranno all’esterno dello stabilimento nelle giornate di mercoledì 26 e giovedì 27 agosto, dalle 13 alle 15.

Un nuovo appuntamento è previsto per la mattina di venerdì 28 agosto davanti alla sede di Confindustria, dove alle 10 si terrà un presidio dei lavoratori in concomitanza con l’incontro tra azienda e sindacati. In assenza di risposte sul piano sociale per la gestione delle uscite e sul ripristino di relazioni industriali condivise, le organizzazioni hanno ribadito l’intenzione di ricorrere a scioperi e ulteriori mobilitazioni nel mese di settembre.