Dopo le tensioni delle scorse settimane, la trattativa sul futuro dello stabilimento Radici Chimica di Novara registra un primo cambio di passo. Nell’ultimo confronto, la dirigenza aziendale e le organizzazioni sindacali hanno esaminato nel dettaglio le azioni previste dal piano di salvaguardia, in attesa della sua presentazione ufficiale al Ministero e agli altri enti coinvolti nella procedura.
Il segretario generale della Filctem Cgil di Novara, Cristian Bertuletti, ha riferito di aver riscontrato un clima più disteso e la volontà dell’azienda di condividere con la Rsu i diversi passaggi operativi. La discussione dovrà entrare nella fase formale dopo l’invio del documento, previsto entro lunedì 14 settembre.
Cassa integrazione e ricollocamenti
Tra i punti affrontati c’è l’apertura della Cassa integrazione straordinaria, considerata uno strumento necessario per consentire ai lavoratori l’accesso diretto alle politiche attive della Regione Piemonte. L’obiettivo indicato al tavolo è ridurre il più possibile le uscite traumatiche, attraverso un insieme di ricollocamenti interni ed esterni e misure di accompagnamento al pensionamento.
La Rsu avrà un ruolo centrale nella gestione dei ricollocamenti interni. I rappresentanti dei lavoratori saranno chiamati a valutare le competenze presenti nello stabilimento e le eventuali necessità formative. Gli ammortizzatori sociali dovrebbero contribuire a finanziare e sostenere i percorsi di riqualificazione professionale, nell’ambito del piano che dovrà essere sottoposto agli enti previsti.
Il futuro industriale del sito
La vertenza non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza occupazionale, ma anche la prospettiva industriale dello stabilimento di via Fauser. Nei prossimi mesi sarà necessario verificare quali strategie Radici Chimica intenda adottare per recuperare competitività sul mercato e garantire un futuro al sito novarese.
Tra i fattori che pesano sulle prospettive del settore viene indicato il divario dei costi energetici rispetto a competitor degli Stati Uniti e dell’Asia. Per la Filctem Cgil si tratta di una questione di politica industriale ed energetica che richiede interventi in grado di sostenere la chimica di base. Il prossimo passaggio sarà la trasmissione del piano al Ministero e agli altri enti competenti, dopodiché spetterà al Ministero convocare le parti per proseguire il confronto.