Perugia (PG)

Perugia candidata a Capitale europea del piccolo commercio 2028

Vittoria Ferdinandi annuncia un percorso con attività, associazioni e realtà cittadine. Il bando non è ancora uscito.

Perugia punta al titolo di Capitale europea del piccolo commercio per il 2028. L’intenzione di avviare la candidatura è stata annunciata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi durante l’iniziativa nazionale di Confcommercio inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono, svolta a Bari. All’incontro dedicato alle politiche per il commercio di prossimità ha partecipato anche l’assessore Andrea Stafisso.

Il riconoscimento europeo

Il titolo, denominato European capitals of small retail, prevede tre riconoscimenti all’anno assegnati in base alla popolazione delle città. Le categorie sono Vanguard City, per i centri tra 5 mila e 50 mila abitanti, Vibrant City, per quelli tra 50 mila e 250 mila, e Visionary City, riservata alle città più grandi. Con circa 160 mila residenti, Perugia rientra nella categoria Vibrant City.

Il riconoscimento ha una durata di 12 mesi e garantisce visibilità sui canali europei, iniziative di comunicazione, incontri con altre amministrazioni, scambio di esperienze e assistenza tecnica. Non sono invece previsti finanziamenti diretti al Comune né contributi automatici per le attività commerciali. La prima edizione ha premiato Barcellona, Caldas da Rainha, in Portogallo, e Silandro, in Alto Adige. Per il 2027 le candidature si sono chiuse il 9 ottobre scorso, mentre il bando per il 2028 non è ancora stato pubblicato.

Le priorità della candidatura

La selezione tiene conto delle politiche adottate dalle città in quattro ambiti: sostenibilità, sostegno all’imprenditorialità e coinvolgimento della comunità, digitalizzazione e attrattività urbana. Vengono valutati anche i risultati concreti e misurabili degli interventi. L’amministrazione di Perugia dovrà quindi predisporre un dossier con i dati sulle attività commerciali, le iniziative già realizzate, le misure di sostegno alle imprese e gli effetti prodotti.

Ferdinandi ha spiegato di voler caratterizzare il progetto con particolare attenzione al ricambio generazionale e alla nascita di nuove attività. La sindaca ha richiamato anche la propria esperienza imprenditoriale con NumeroZero, ricordando l’apertura di un locale a 24 anni in una zona della città allora segnata dal degrado. Secondo Ferdinandi, un’impresa può produrre effetti che vanno oltre il fatturato: l’apertura di un negozio può contribuire a rendere nuovamente frequentata una strada e a rafforzare la vitalità di un quartiere.

La strategia indicata dal Comune prevede di collegare le politiche commerciali a mobilità, sicurezza, riqualificazione degli spazi pubblici e servizi. Per la sindaca, non può esistere una politica efficace per il commercio separata dalle politiche urbane. Il percorso dovrà coinvolgere associazioni di categoria, imprese e cittadini, con attenzione anche a digitalizzazione, sostenibilità e formazione.

Stafisso ha confermato il lavoro già avviato con Confcommercio Umbria e con il mandamento di Perugia. Il gruppo di lavoro sarà ampliato attraverso il coinvolgimento di università, enti e soggetti economici, sociali e culturali. L’obiettivo è costruire una candidatura condivisa, rappresentativa dell’intera città e in grado di documentare le politiche già attuate a sostegno del commercio di prossimità.