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Pensioni, nel 2029 vecchiaia a 67 anni e sei mesi

Scenari allo studio: accesso prima, contributi invariati, docenti con scadenze dedicate.

Il meccanismo legato all’aspettativa di vita potrebbe spostare più avanti i requisiti per il pensionamento degli italiani. Secondo le proiezioni richiamate nel dibattito previdenziale, nel 2029 l’accesso alla pensione di vecchiaia sarebbe possibile a 67 anni e sei mesi, mentre nel 2031 il limite salirebbe a 67 anni e otto mesi.

Lo stesso adeguamento interesserebbe anche la pensione anticipata. Nel 2029, per lasciare il lavoro indipendentemente dall’età, potrebbero essere necessari 43 anni e quattro mesi di contributi. L’allungamento dei requisiti viene collegato all’incremento della speranza di vita, ma il quadro potrebbe cambiare se il legislatore decidesse di intervenire per neutralizzare, in tutto o in parte, gli effetti dell’adeguamento.

Le ipotesi nella legge di Bilancio

A spiegare il possibile impatto delle nuove regole è Andrea Bosio, del patronato Inas Cisl di Cremona. Secondo Bosio, le tendenze demografiche e l’aumento della longevità incidono direttamente sul sistema previdenziale, a meno di una scelta politica analoga a quelle già adottate in passato per sterilizzare il collegamento tra età pensionabile e aspettativa di vita.

Nel confronto in corso sulla legge di Bilancio sono state avanzate diverse proposte, ma non esiste ancora un testo definitivo. Una delle ipotesi considerate dal Governo prevede l’uscita a 64 anni per chi abbia maturato tra 25 e 40 anni di contribuzione, estendendo la possibilità anche ai lavoratori inseriti nel sistema misto. In questo caso, però, l’assegno verrebbe ricalcolato interamente con il metodo contributivo.

Tra le misure discusse c’è anche Quota 41 per tutti, cioè l’accesso alla pensione con 41 anni di contributi senza un requisito minimo di età. Attualmente la misura riguarda i lavoratori precoci secondo condizioni specifiche. Un ulteriore intervento allo studio riguarda l’aumento delle pensioni minime, che potrebbe portarle a un importo compreso tra 700 e 800 euro mensili.

La scadenza per il personale scolastico

Il calendario indicato dal patronato riguarda anche il personale della scuola. Il 21 ottobre è la scadenza prevista per presentare le dimissioni necessarie a raggiungere il pensionamento con decorrenza dal primo settembre 2027. La procedura interessa i docenti e gli altri dipendenti scolastici che intendono lasciare il servizio secondo i requisiti previsti.

Le misure citate restano comunque legate all’esito del confronto politico e parlamentare. Fino all’approvazione di norme definitive, requisiti, finestre di uscita e importi potranno essere modificati rispetto alle ipotesi attualmente in discussione.