Emilia-Romagna

Parmigiano stabile, rincari per cereali e foraggi

La seduta del 25 settembre evidenzia movimenti contenuti tra lattiero-caseario, derivati del grano e alimentazione animale.

L’ultima seduta della Borsa Merci della Camera di commercio dell’Emilia si è svolta a Parma il 25 settembre 2026. La rilevazione ha evidenziato una situazione complessivamente stabile nei principali comparti, con aumenti limitati per il frumento tenero convenzionale, la crusca e alcuni prodotti destinati all’alimentazione animale.

Stabilità per il comparto lattiero-caseario

Il Parmigiano Reggiano ha confermato quotazioni stazionarie per tutte le stagionature, in presenza di scambi definiti normali. Il valore più alto resta quello del prodotto con oltre 36 mesi di stagionatura, fissato a 19,35 euro al chilogrammo.

Nello stesso comparto sono rimasti invariati anche i prezzi dello zangolato di creme fresche destinato alla burrificazione. Il prodotto è stato rilevato al valore unico di 1,55 euro al chilogrammo, in un mercato descritto come calmo. Anche le quotazioni dei salumi non hanno registrato variazioni, con scambi compresi tra normali e molto buoni.

Aumenti contenuti per cereali e foraggi

Nel settore dei cereali e dei derivati, il frumento tenero convenzionale ha segnato un incremento di 2 euro alla tonnellata per le tipologie speciale, fino e buono mercantile. La qualità speciale ha raggiunto un valore massimo di 261 euro alla tonnellata, mentre quella fino si è attestata fino a 251 euro alla tonnellata.

La crusca di frumento tenero è aumentata di 5 euro alla tonnellata. Il prodotto in sacchi è stato quotato tra 196 e 197 euro alla tonnellata, mentre quello a rinfusa si è collocato tra 156 e 157 euro alla tonnellata.

Movimenti al rialzo anche nel comparto dei foraggi. Il fieno di erba medica o di prato stabile di primo taglio 2026 è cresciuto di 5 euro alla tonnellata, raggiungendo una fascia compresa tra 130 e 170 euro. Per il secondo e il terzo taglio 2026, l’aumento ha riguardato esclusivamente i valori massimi: la quotazione è salita a 235 euro alla tonnellata per il prodotto convenzionale e a 240 euro per quello biologico.

Infine, la paglia di frumento pressata 2026 ha registrato un incremento di 5 euro alla tonnellata. Il valore massimo è arrivato a 80 euro alla tonnellata per il prodotto convenzionale e a 85 euro per quello da agricoltura biologica. Nel complesso, la seduta ha restituito un quadro di sostanziale equilibrio, con variazioni circoscritte ad alcune materie prime e ai foraggi.