Emilia-Romagna

Mitilicoltura, il 2023 varrà per gli indennizzi

La produzione commercializzata prima delle perdite potrà definire l’aiuto previsto dal programma Feampa

La Regione Emilia-Romagna lavora a una modifica dei criteri per il calcolo degli indennizzi destinati alle imprese di mitilicoltura colpite dalle morie degli ultimi anni. Per le aziende che dimostreranno di aver subito una significativa contrazione produttiva, potrà essere utilizzata la produzione commercializzata nel 2023, anziché quella del 2025, come parametro per determinare l’entità del sostegno.

La deroga è stata individuata nel confronto con il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e riguarda le imprese la cui attività è stata compromessa dalle morie legate all’eccezionale aumento delle temperature delle acque. Gli uffici regionali sono al lavoro per rendere operativa la disposizione e consentire alle aziende interessate di presentare le proprie richieste sulla base di una capacità produttiva precedente agli eventi più gravi.

Il parametro legato alla produzione

L’indennizzo previsto dal Programma nazionale Feampa 2021-2027 è destinato a compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026, in relazione alle conseguenze della crisi in Medio Oriente. Per le imprese acquicole, il criterio ordinario prevede il riferimento alle quantità di prodotto commercializzate nel 2025.

Applicare questo parametro alle aziende di mitilicoltura più colpite avrebbe però potuto ridurre l’importo dell’aiuto o impedirne l’accesso. L’aumento delle temperature registrato nel 2024 ha infatti provocato, in alcuni areali, la mortalità dei mitili destinati alla vendita e del seme necessario per il ciclo produttivo successivo. Nel 2025 gli impianti interessati sono stati destinati soprattutto al ripopolamento e alla ricostituzione degli allevamenti, con una forte riduzione, fino in alcuni casi all’assenza, di prodotto commercializzabile.

La possibilità di utilizzare il 2023 sarà riservata alle imprese in grado di dimostrare il legame tra le morie e la contrazione produttiva registrata nel 2024 e nel 2025. Restano invariati sia il periodo indennizzabile sia gli altri criteri previsti dalla misura: la deroga riguarda esclusivamente l’annualità presa a riferimento per calcolare l’importo del sostegno.

Le altre criticità del settore

Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca Alessio Mammi, il riferimento al 2025 non avrebbe rappresentato la reale capacità produttiva delle aziende danneggiate, esponendo le più colpite al rischio di una seconda penalizzazione. La Regione punta quindi ad applicare rapidamente la soluzione definita con il ministero.

La decisione si inserisce in una fase difficile per la mitilicoltura dell’Emilia-Romagna. Nei giorni scorsi l’amministrazione regionale ha avviato una ricognizione sui danni e sulle perdite produttive provocati dalle nuove morie segnalate negli allevamenti, collegate alle alte temperature e alle condizioni critiche degli habitat marini. Il settore deve inoltre affrontare problemi ambientali ricorrenti, tra cui la proliferazione del granchio blu, le mucillagini e i fenomeni di anossia.