Il petrolio resta al centro dell’attenzione sui mercati, in una seduta caratterizzata da indicazioni contrastanti sui prezzi e da movimenti complessivamente contenuti sulle principali piazze finanziarie. Il Brent è in calo dello 0,80%, a 101,3 dollari al barile, dopo essere sceso in mattinata fino a quota 100 dollari.
A spingere il greggio verso il basso sono soprattutto lo sconto deciso dall’Arabia Saudita per il petrolio destinato ai mercati asiatici e la ripresa dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo la società specializzata Kpler, il traffico ha raggiunto 16,3 milioni di barili al giorno, appena tre milioni in meno rispetto alla vigilia della guerra. A sostenere le quotazioni, invece, sono le notizie sui nuovi attacchi all’oleodotto Est-Ovest in Arabia Saudita.
Il risiko bancario a Milano
La seduta delle Borse è stata nel complesso tranquilla. A Milano il listino principale guadagna lo 0,53%, mentre Madrid sale dell’1,15% dopo l’annuncio delle elezioni anticipate. A Piazza Affari il focus degli investitori è rivolto soprattutto al comparto bancario, dopo la nuova iniziativa di Intesa Sanpaolo nella scalata a Mps.
Il rilancio è subordinato al fatto che l’assemblea della banca senese respinga il piano difensivo disposto dall’amministratore delegato Lovaglio. Intesa Sanpaolo ha inoltre ottenuto il sostegno dei due maggiori azionisti di Mps, i gruppi Delfin e Caltagirone. La reazione dei titoli è stata positiva per Intesa Sanpaolo, in rialzo dell’1,39%, e per Mps, che guadagna lo 0,85%.
Il movimento più marcato riguarda però Mediobanca, che perde il 4,45% e risulta il titolo peggiore del listino. Il mercato teme infatti che, con il rafforzamento dell’operazione su Mps, possa svanire o essere rinviata la fusione con Rocca Salimbeni. La dinamica riaccende così il confronto sulle possibili evoluzioni del risiko bancario italiano.
Spread in calo, Wall Street contrastata
Si attenua intanto la tensione sui titoli di Stato italiani. Il rendimento del Btp decennale scende di un punto base, al 4,65%, mentre lo spread con il Bund tedesco si riduce di cinque punti, portandosi a 115 punti.
Negli Stati Uniti l’apertura di Wall Street è contrastata: il Dow Jones arretra dello 0,10%, il Nasdaq avanza dello 0,67% e l’S&P 500 sale dello 0,44%. In Brasile, invece, la Borsa ha aperto la settimana post-elettorale con un forte rialzo, reagendo all’esito del primo turno delle presidenziali.
Il senatore di destra e favorevole ai mercati Flavio Bolsonaro, del Partito liberale, è risultato davanti al presidente uscente progressista Luiz Inacio Lula da Silva, con il 47,03% dei voti contro il 45,16%. Il ballottaggio è fissato per il 25 ottobre. Nelle prime contrattazioni l’iBovespa, principale indice della Borsa di San Paolo, ha raggiunto un nuovo record: alle 10.21, ora di Brasilia, guadagnava l’8,01%, a 207.466 punti.