Internazionale

Lufthansa prevede biglietti più cari per il caro carburante

Il vettore tedesco stima 2 miliardi di euro di costi aggiuntivi nel 2026 dopo l’escalation in Medio Oriente.

Lufthansa si prepara ad aumentare i prezzi dei biglietti aerei dopo aver rivisto al rialzo le stime sui costi annuali del carburante. Il gruppo tedesco prevede per il 2026 una spesa complessiva di 9,3 miliardi di euro, circa due miliardi in più rispetto all’anno precedente, a causa delle conseguenze del conflitto in Medio Oriente sui mercati dell’energia.

L’annuncio arriva un giorno dopo quello di Ryanair, che ha comunicato l’intenzione di ritoccare le tariffe e avviare un piano di riduzione dei costi. Il conflitto tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra ha contribuito alla chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz, una rotta commerciale strategica per il trasporto di petrolio e gas. La situazione ha fatto aumentare il prezzo del carburante utilizzato dalle compagnie aeree e, di conseguenza, quello dei voli.

Rincari a doppia cifra

Il direttore finanziario di Lufthansa, Till Streichert, ha spiegato che gli aumenti saranno necessari per trasferire sui passeggeri il rincaro del cherosene. Secondo le previsioni del gruppo, il prossimo anno i prezzi dei biglietti aumenteranno a doppia cifra. Streichert ha inoltre avvertito che la pressione sui costi potrebbe proseguire anche nel 2027, pur sottolineando che un miglioramento del quadro geopolitico potrebbe modificare le prospettive.

Lufthansa ha già coperto, attraverso operazioni di hedging, oltre l’80% dei costi del carburante previsti per il 2026. Per il 2027 la quota coperta supera invece il 60%. Queste operazioni consentono al gruppo di ridurre l’esposizione alle oscillazioni del mercato, ma non eliminano l’impatto dell’aumento dei costi sulle attività future.

Le nuove stime sugli utili

L’incremento del carburante ha spinto il gruppo, che controlla anche Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines ed Eurowings, a rivedere le previsioni sugli utili dell’anno in corso. Per il 2026 Lufthansa stima ora un risultato operativo compreso tra 1,7 e 2 miliardi di euro, contro la precedente previsione di un intervallo tra 1,7 e 2,2 miliardi.

Nel periodo luglio-settembre il gruppo ha comunque registrato un aumento del 30% degli utili rispetto alle attese. L’utile netto ha raggiunto 1,26 miliardi di euro, sostenuto dalla domanda di biglietti premium verso l’Asia e il Nord America. I ricavi sono cresciuti del 9%, arrivando a 12,2 miliardi di euro.

La divisione cargo ha inoltre triplicato l’utile operativo grazie alle consegne di apparecchiature destinate ai data center, mentre la compagnia Lufthansa ha risentito degli scioperi del personale di bordo e dei piloti. L’amministratore delegato Carsten Spohr ha definito il trimestre il più solido nella storia del gruppo in termini di ricavi, sottolineando che la crescita delle entrate e il controllo dei costi hanno compensato in larga parte l’aumento del carburante.