Infrastrutture, innovazione, giovani, startup, turismo ed economia sono stati i temi al centro della decima edizione di Fattore R – Romagna Economico Forum, ospitata al Teatro degli Atti di Rimini. Istituzioni, imprese, associazioni e rappresentanti del mondo bancario si sono confrontati sul ruolo della Romagna come super area economica e urbana, tra potenzialità da valorizzare e criticità ancora da affrontare.
Infrastrutture e competitività
Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale ha indicato nei collegamenti ferroviari e stradali una delle condizioni decisive per rafforzare la competitività del territorio. La Romagna può già contare su asset strategici come il porto di Ravenna e il sistema aeroportuale, importanti per logistica, turismo e internazionalizzazione. L’obiettivo indicato è arrivare entro dicembre alla firma dell’intesa quadro con Anas e RFI per finanziare i progetti già sul tavolo e avviare rapidamente gli interventi.
L’economista Lorenzo Bini Smaghi ha analizzato la posizione della Romagna nel contesto globale. Secondo il suo intervento, il tessuto delle piccole imprese ha mostrato capacità di resistenza grazie anche al sostegno istituzionale e alla solidità del territorio, ma la dimensione aziendale resta un fattore rilevante di fronte alla concorrenza internazionale e alla diffusione dell’intelligenza artificiale e della robotica. Bini Smaghi ha inoltre richiamato la condizione dei giovani italiani, sottolineando il calo della spesa per l’istruzione e il peso di politiche che negli ultimi anni hanno favorito soprattutto le fasce più anziane.
Il quadro internazionale è stato descritto come profondamente cambiato, con l’economia europea esposta a shock esterni e tensioni legate al nuovo ordine geopolitico. Tra gli esempi citati, l’annuncio dei dazi da parte di Donald Trump e la risposta cinese sulle terre rare, con conseguenze sull’economia mondiale. Il presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha invece affrontato il tema della tassazione bancaria, dei tassi di interesse e delle aspettative sui mercati dei titoli di Stato.
Le strategie delle città e delle imprese
Nel confronto tra le quattro principali città romagnole, i rappresentanti di Rimini, Cesena, Forlì e Ravenna hanno evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione territoriale. Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad ha parlato di integrazione dei sistemi aeroportuali, energia, università e turismo. Cesena ha posto l’accento sulla qualità della vita e sulla tenuta del tessuto industriale, mentre Forlì ha richiamato il ruolo dell’università e del dialogo tra enti. Per Ravenna, le infrastrutture, dal porto all’aeroporto fino ai collegamenti stradali, devono funzionare come un sistema unitario, anche per affrontare gli effetti della crisi energetica sull’autotrasporto e sulla produzione.
Secondo i dati presentati dalla Camera di commercio della Romagna, a inizio 2026 le startup innovative nell’area di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna erano 199, con una crescita del 9,3% in un anno. Nel 2025 sono state inoltre presentate 924 domande di brevetto, l’11,5% in più rispetto all’anno precedente. Il presidente Carlo Battistini ha indicato come priorità il collegamento tra startup, imprese consolidate, ricerca, capitale e competenze digitali.
Il presidente della Camera di commercio Ferrara-Ravenna, Giorgio Guberti, ha evidenziato il rapporto tra presenza giovanile, produttività e capacità di innovare. Le imprese che attraggono e trattengono lavoratori under 35 registrano, secondo le stime citate, risultati migliori, mentre il progressivo invecchiamento della forza lavoro rischia di ridurre la spinta all’innovazione. Il ritorno in Italia di una parte dei giovani emigrati potrebbe generare, sempre secondo i dati presentati, un beneficio stimato in 12 miliardi di euro.
La tavola rotonda dedicata alla competizione tra imprese ha riunito rappresentanti di aziende, cooperative, turismo, cultura e settore agroalimentare. Nel corso del Forum sono state illustrate anche esperienze imprenditoriali del territorio. In un intervento video, il presidente di Agenzia ICE Matteo Zoppas ha quantificato in circa 13,5 miliardi di euro il valore dell’export romagnolo, su un totale nazionale di 640 miliardi, sottolineando il contributo congiunto dei grandi gruppi e delle piccole e medie imprese.