Marche

Il distretto calzaturiero unisce tre province marchigiane

Gallucci indica filiera, narrazione e mercati esteri come leve condivise per rafforzare il comparto

Ascoli Piceno, Fermo e Macerata condividono una storia manifatturiera costruita da generazioni di imprenditori e artigiani. È il contesto del distretto calzaturiero marchigiano, fondato su una rete di micro, piccole e medie imprese che contribuiscono, con competenze diverse, alla realizzazione del prodotto finale.

A richiamare il valore di questo sistema è Gianni Gallucci, presidente della Sezione Calzature di Confindustria Fermo. Secondo Gallucci, il comparto deve partire dalle professionalità presenti nelle singole aziende e rafforzare la collaborazione tra le tre realtà territoriali, valorizzando competenze, tradizione manifatturiera e capacità di innovazione.

Il racconto del prodotto e del territorio

Il presidente lega la competitività del settore anche alla capacità degli imprenditori di raccontare il luogo e le modalità di produzione. Marchi, calzature e relazioni internazionali possono diventare strumenti per far conoscere non solo ciò che viene realizzato, ma anche il contesto da cui proviene. Un approccio rivolto a clienti, partner commerciali e altri interlocutori dell’impresa.

Il tema è emerso, secondo Confindustria Fermo, anche durante le più recenti esposizioni fieristiche internazionali, dove il prodotto viene accompagnato da un racconto capace di spiegare qualità, identità e valore. Per Gallucci, il distretto rappresenta il perno di questa narrazione: un elemento riconoscibile delle aziende, in grado di aggiungere valore alla singola calzatura e al comparto nel suo insieme.

La strategia viene sostenuta anche attraverso corsi di formazione interni affidati a professionisti. L’obiettivo è sviluppare competenze utili a presentare in modo più efficace le produzioni e il territorio, facendo conoscere agli interlocutori delle imprese anche le città, il paesaggio, l’enogastronomia e le altre eccellenze delle Marche.

Il coordinamento tra le tre province

Gallucci ha condiviso questa impostazione con le sezioni calzaturiere di Confindustria Ascoli e Confindustria Macerata. Il confronto riguarda iniziative comuni per la promozione del settore e per l’internazionalizzazione, in un modello che punta a mantenere l’identità delle singole aziende e, allo stesso tempo, a condividere un patrimonio produttivo e territoriale.

Nel suo intervento, il presidente ha inoltre richiamato il messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’Abc Fashion Event, interpretandolo come un segnale di attenzione politica verso il comparto. La prospettiva indicata è quella di utilizzare questa attenzione per far emergere il peso della filiera e le caratteristiche di un distretto che, tra Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, rappresenta una componente rilevante della manifattura marchigiana.

La capacità di fare sistema, conclude Gallucci, sarà decisiva per il futuro del settore: ogni impresa continuerà a operare con la propria identità, ma all’interno di una rete territoriale comune e più riconoscibile sui mercati.