È stato sottoscritto nella Sala del Consiglio del Palazzo del Governo l’Accordo per il rilancio del territorio di Siena, intesa promossa e coordinata dalla Provincia e dalla Regione Toscana. Il protocollo riunisce istituzioni, organizzazioni sindacali, imprese, università e soggetti economici con l’obiettivo di superare una gestione delle crisi limitata all’emergenza e di anticipare i processi di difficoltà industriale e occupazionale.
Il documento nasce dalla piattaforma unitaria e dal percorso partecipativo avviato da CGIL, CISL e UIL. Alla firma hanno aderito la Fondazione MPS, la Camera di Commercio Arezzo-Siena, l’Università degli Studi di Siena, l’Università per Stranieri, le associazioni datoriali e di categoria e tutti i Comuni del territorio, chiamati a utilizzare il protocollo come strumento di lavoro.
Un coordinamento permanente
La Provincia convocherà e presiederà il Tavolo di Coordinamento Permanente e la relativa cabina di regia. Le riunioni potranno svolgersi in plenaria oppure attraverso sessioni tematiche ristrette, per verificare l’avanzamento degli interventi e affrontare con tempestività le situazioni più urgenti. I Comuni potranno partecipare agli incontri dedicati ai temi di loro interesse o chiedere la convocazione del tavolo.
Tra le prime iniziative annunciate figurano l’avvio del nuovo Piano Strategico di Sviluppo del Territorio Senese e la convocazione monotematica del Patto sul credito e sul lavoro, con un approfondimento sulla vicenda di Banca Monte dei Paschi di Siena. Il tavolo dovrà monitorare l’accesso al credito per le imprese e le possibili ricadute sui livelli occupazionali.
Le linee d’intervento sono cinque: prevenzione delle crisi e tutela del lavoro, scouting pubblico e reindustrializzazione, politiche attive e sostegno straordinario, pianificazione strategica e tutela del credito e dell’economia reale. Il protocollo prevede il monitoraggio delle filiere produttive a rischio, programmi di riconversione e riqualificazione, il recupero dei siti industriali dismessi e l’attrazione di investimenti ad alto valore aggiunto.
Tra gli strumenti indicati figurano pacchetti formativi personalizzati gestiti da ARTI e dalla Regione Toscana, voucher per la riqualificazione e contributi alle imprese che assumono lavoratori coinvolti nei processi di crisi. La pianificazione dovrà inoltre occuparsi di collegamenti, infrastrutture ed energia. Gli eventuali sostegni pubblici, secondo l’intesa, dovranno essere legati alla qualità e alla stabilità del lavoro.
Il quadro economico
Il contesto provinciale è caratterizzato da una fase di stagnazione. Secondo i dati citati di IRPET, IRES Toscana e Camera di Commercio, nel 2025 il PIL del territorio è cresciuto dello 0,3%, meno della media toscana dello 0,8% e di quella nazionale dello 0,6%. Per il 2026 è stimato un recupero intorno allo 0,7%, sostenuto anche dall’impatto dei fondi del PNRR, valutato in circa l’1,3% di PIL aggiuntivo su scala regionale.
Il turismo resta uno dei principali comparti dell’economia locale, con arrivi in aumento del 6,3% e pernottamenti cresciuti tra l’1,5% e il 2,5%. I visitatori stranieri hanno segnato un incremento del 3,8%, mentre il turismo interno è aumentato dello 0,7%. Nel commercio estero si segnala la performance del settore delle scienze della vita e del farmaceutico, con una crescita dell’export superiore al 138%.
Più articolata la situazione dell’industria e della manifattura. Nel 2025 la produzione ha registrato una contrazione fino all’1,8% nel terzo trimestre, accompagnata da un aumento del 322% delle ore di cassa integrazione. Il mercato del lavoro mantiene segnali positivi sul fronte degli avviamenti regionali, ma nel territorio resta elevata l’incidenza dei contratti stagionali nei servizi e nel turismo. Inflazione e riduzione dei salari reali incidono inoltre sul potere d’acquisto delle famiglie.
Il Patto punta infine a rafforzare i distretti industriali esistenti, favorire innovazione e riqualificazione e creare nuove sinergie tra le imprese già presenti. Tra i firmatari figurano anche Confesercenti, Legacoop Toscana, Confcooperative, Confindustria Toscana Sud, CNA, Confartigianato, Confcommercio, CIA, ANMIL, UICI, Confapi, Confagricoltura, Coldiretti e Copagri.