Arezzo, 20 settembre 2026 – Le spese energetiche continuano a pesare sulle micro e piccole imprese. Secondo l’indagine CNA Energia e piccole imprese, il 76,5% delle aziende ha registrato un aumento della spesa nell’ultimo semestre, mentre il costo dell’energia incide in modo rilevante sull’attività dell’84% degli associati coinvolti nella rilevazione.
Rincari e margini ridotti
Lo studio è stato realizzato su un campione rappresentativo di imprese appartenenti a diversi settori produttivi. Il 78,2% degli intervistati considera preoccupanti le conseguenze delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici. Nell’ultimo anno, inoltre, l’86,7% delle imprese ha rilevato un aumento del livello di allarme legato ai costi dell’energia.
Tra le aziende che hanno subito aumenti, il 45,8% indica una crescita della spesa compresa tra il 10 e il 20%, mentre il 19,1% segnala incrementi superiori al 20%. Ne consegue che quasi due imprese su tre hanno dovuto sostenere rincari superiori al 10%. Soltanto il 20,4% è riuscito a trasferire almeno in parte i maggiori oneri sui prezzi applicati ai clienti.
Per Fabio Mascagni, presidente di CNA Arezzo, la questione non riguarda più soltanto i comparti tradizionalmente energivori, ma interessa l’intero sistema delle micro e piccole attività. La volatilità dei prezzi, oltre al loro livello, rende più difficile programmare il lavoro e riduce le risorse disponibili per gli investimenti.
La richiesta di interventi strutturali
Mascagni sottolinea che molte aziende non dispongono della forza contrattuale necessaria per trasferire integralmente gli aumenti sui clienti. I rincari vengono quindi assorbiti attraverso una riduzione della marginalità, con possibili conseguenze sulle capacità di investire, innovare e creare occupazione.
CNA intende portare i risultati dell’indagine al confronto nazionale con Governo e Parlamento. L’associazione chiede una politica energetica rivolta alle specificità delle piccole imprese, con maggiore trasparenza del mercato, strumenti per contenere l’esposizione alla volatilità e misure non limitate alle sole fasi di emergenza.
Secondo l’organizzazione, l’energia è ormai un fattore che incide sulla redditività, sulle decisioni di investimento e sulle prospettive di crescita delle aziende. Per questo, conclude CNA, condizioni di approvvigionamento più competitive e prevedibili dovrebbero rientrare tra gli elementi centrali della politica industriale.