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Decreto Bollette 2026, vicina l’intesa Ue sui costi ETS

Famiglie e aziende attendono il via libera finale, mentre alcune riduzioni risultano già applicate

Il Decreto Bollette 2026, convertito nella legge n. 49 del 10 aprile 2026, torna al centro del confronto tra il Governo italiano e la Commissione europea. Bruxelles ha indicato come vicino un accordo sulla misura che punta a ridurre l’incidenza dei costi delle emissioni ETS sul prezzo dell’elettricità, ma l’applicazione resta subordinata alle verifiche conclusive e agli adempimenti previsti dalla normativa europea.

Nel frattempo sono state avviate diverse agevolazioni per famiglie e imprese. Tra gli interventi figurano il contributo straordinario destinato ai titolari del bonus sociale elettrico, gli eventuali sconti riconosciuti dai venditori e la riduzione di alcune componenti degli oneri di sistema per le utenze non domestiche.

Il confronto europeo sui costi ETS

La misura prevista dall’articolo 6 del decreto legge 20 febbraio 2026, n. 21, riguarda gli impianti termoelettrici alimentati a gas. Il sistema europeo ETS impone ai produttori un costo per le emissioni di anidride carbonica, che concorre alla formazione delle offerte sul mercato elettrico. In Italia, dove gli impianti a gas contribuiscono spesso alla determinazione del prezzo marginale, tale componente può riflettersi anche sull’energia prodotta da altre fonti.

Il meccanismo italiano prevede un rimborso ai produttori termoelettrici per determinate componenti del costo di generazione, entro condizioni e limiti stabiliti dalla legge. L’obiettivo è ridurre il prezzo dell’elettricità all’ingrosso e trasferire il possibile beneficio ai consumatori finali, comprese le imprese. ARERA ha già avviato il procedimento attuativo con la consultazione del 25 giugno 2026, n. 222/2026/R/eel, ma l’effettiva operatività dipende dalle determinazioni finali dell’Unione europea.

Le agevolazioni già previste

Il contributo straordinario di 115 euro spetta ai clienti domestici che risultavano titolari del bonus sociale elettrico per disagio economico alla data del 21 febbraio 2026 e disponevano di una fornitura attiva. L’erogazione è automatica, in un’unica soluzione, nella prima fattura utile e non richiede la presentazione di una domanda. Il beneficio si aggiunge al bonus sociale ordinario e viene indicato separatamente in bolletta.

Il requisito temporale è decisivo: chi ha maturato il diritto al bonus dopo il 21 febbraio può accedere all’agevolazione ordinaria, ma non al contributo straordinario. Per il bonus sociale si applicano le soglie ISEE previste per il 2026, pari a 9.796 euro e a 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico.

È inoltre previsto uno sconto volontario per i clienti domestici residenti con ISEE fino a 25.000 euro, esclusi dal bonus sociale ordinario. L’agevolazione può essere riconosciuta dai venditori nel 2026 e nel 2027, sulla base dell’adesione dell’operatore e dei limiti di consumo stabiliti dalla legge. Il beneficio non può essere subordinato all’acquisto di servizi aggiuntivi né a condizioni contrattuali peggiorative.

Riduzioni per le imprese e altre misure

Per le utenze elettriche non domestiche ammesse è prevista una riduzione della componente ASOS degli oneri generali di sistema. La misura interessa alcune forniture in bassa, media, alta e altissima tensione, con esclusioni per le imprese energivore inserite nell’elenco CSEA, l’illuminazione pubblica e le utenze soggette a regimi tariffari speciali.

Le riduzioni sono finanziate anche attraverso l’aumento di due punti dell’aliquota IRAP per determinate imprese del settore energetico e mediante interventi sugli incentivi fotovoltaici e sulle tempistiche di versamento degli oneri alla Cassa per i servizi energetici e ambientali. Le stime iniziali indicavano riduzioni variabili negli anni, ma il beneficio effettivo dipende dalla regolazione tariffaria e dalle componenti riportate in fattura.

Il decreto interviene anche sui contratti di acquisto di energia a lungo termine, sui meccanismi del Conto Energia, sul mercato del gas, sulle autorizzazioni per i Data Center e sulle connessioni alla rete elettrica. Per alcuni interventi, compresa la riduzione di determinati oneri del gas, restano necessarie verifiche europee sulla compatibilità con le norme sugli aiuti di Stato. Il quadro distingue quindi tra misure già applicate, agevolazioni soggette all’adesione dei fornitori e interventi ancora in attesa di autorizzazioni o provvedimenti attuativi.