Società sportive, polisportive, circoli culturali, centri sociali e presidi ortivi rischiano di dover ridurre ulteriormente le attività o chiudere a causa dell’aumento delle bollette. A lanciare l’allarme sono Ancescao, Arci, Coop Spazio e Uisp, che hanno inviato una lettera agli amministratori locali della provincia di Modena e a Hera e Aimag, le principali multiutility attive sul territorio.
Bilanci sempre più difficili
Secondo le associazioni, la crescita dei prezzi dell’energia ha reso sempre meno sostenibili i bilanci delle realtà affiliate o consorziate. Gli aumenti, già rilevanti negli ultimi anni, si sarebbero aggravati a partire dall’estate. Per continuare a pagare le utenze, diversi centri avrebbero dovuto ridurre l’offerta e accettare condizioni di maggiore difficoltà per utenti e volontari.
Il rischio, spiegano i promotori dell’iniziativa, non riguarda soltanto la sopravvivenza delle singole strutture. Le organizzazioni definiscono queste realtà una rete di socialità e benessere presente in città e in provincia, con un ruolo particolarmente importante per anziani, persone con disabilità, giovani e giovanissimi. Palestre, circoli e centri sociali garantiscono infatti attività ricreative, culturali e sportive accessibili a una parte ampia della popolazione.
La richiesta alle multiutility
Nella lettera indirizzata a Comuni, Hera e Aimag, Ancescao, Arci, Coop Spazio e Uisp chiedono di valutare condizioni economiche dedicate alle associazioni di promozione sociale, alle società sportive e agli altri soggetti senza finalità di lucro. L’obiettivo è ridurre il peso delle utenze e consentire alle strutture di mantenere aperti i propri servizi.
Le associazioni chiedono inoltre ai fornitori di energia contributi o accordi di sostegno e la convocazione di un incontro urgente per aprire un tavolo sull’emergenza energetica. La richiesta nasce dalla convinzione che una parte delle risorse disponibili dalle aziende possa tradursi in un aiuto concreto per le realtà che producono servizi e inclusione senza distribuire utili.
Nel documento viene sottolineato che, per una grande azienda, il sostegno potrebbe rappresentare una quota limitata delle risorse disponibili, mentre per un centro sociale, culturale o sportivo potrebbe significare continuare a garantire le attività ed evitare la chiusura. Le associazioni attendono ora una risposta da parte delle amministrazioni e delle multiutility coinvolte.