La gestione delle merci acquistate online da Paesi extra-Ue si prepara a cambiare. La riforma del codice doganale europeo, formalizzata con il Regolamento UE 2026/2108, introduce la Union Handling Fee, un onere fisso destinato a finanziare le attività di controllo e gestione delle spedizioni dirette ai consumatori dell’Unione europea.
L’importo della UHF è fissato in 2 euro per singolo articolo, inteso come ogni linea della dichiarazione doganale riferita a merci con la stessa classificazione tariffaria, descrizione e origine. La somma servirà a sostenere la verifica dei dati digitali, l’analisi dei rischi, le infrastrutture tecnologiche e i controlli fisici e documentali, compresi i servizi dell’Autorità doganale europea.
A chi si applica e chi dovrà versarla
La nuova tassa non prevede una soglia minima o massima di valore: riguarda le vendite a distanza di beni importati da Paesi terzi, sia sotto sia sopra i 150 euro. L’ambito è quello delle operazioni B2C, mentre restano escluse le spedizioni gratuite tra privati. L’importo non sarà rimborsabile in caso di reso, prodotto difettoso o annullamento della vendita.
Il pagamento non sarà richiesto direttamente al destinatario al momento della consegna. L’obbligo ricadrà sul debitore dell’obbligazione doganale: potranno quindi essere coinvolti i venditori extra-Ue, i soggetti registrati al regime IOSS, le piattaforme e i marketplace qualificati come deemed supplier, oltre ai rappresentanti doganali che operano per conto degli operatori. Pur essendo formalmente a loro carico, il costo potrebbe riflettersi sui prezzi e sulle spese di spedizione applicate agli acquirenti.
Il cumulo con dazio e IVA
La UHF si aggiungerà al dazio forfettario di 3 euro per articolo, previsto dal Regolamento UE 2026/382 per le spedizioni fino a 150 euro. La tassa di gestione concorrerà inoltre alla formazione della base imponibile dell’IVA all’importazione, aumentando il costo fiscale complessivo della transazione.
La riscossione della Union Handling Fee partirà il 1° novembre 2026. Prima di quella data, consulenti fiscali, doganalisti e gestori di marketplace dovranno adeguare i sistemi, rivedere la marginalità dei prodotti a basso costo e migliorare la qualità dei dati utilizzati nelle dichiarazioni. In particolare, sarà necessario assicurare la corretta classificazione TARIC per ridurre il rischio di blocchi o sanzioni doganali automatiche.
Il dazio forfettario entrerà invece in vigore il 1° luglio 2026 e resterà una misura transitoria, prevista fino al 1° luglio 2028. La UHF è descritta come un onere amministrativo strutturale e permanente del nuovo codice doganale. Per un articolo B2C importato da un Paese extra-Ue e destinato a una spedizione fino a 150 euro, dal 1° novembre l’onere fisso sarà quindi pari a 5 euro: 3 euro di dazio e 2 euro di handling fee, oltre all’IVA calcolata sul totale.