Lavoratori in sciopero allo stabilimento BCS di Abbiategrasso. Nella giornata di oggi, giovedì 21 maggio, i dipendenti del gruppo produttore di motocoltivatori, motofalciatrici e trattori hanno incrociato le braccia per la fase delicata di crisi che sta attraversando. Dopo un picchetto davanti allo stabilimento, i lavoratori hanno avviato un corteo per le strade cittadine, fino ad arrivare in centro città davanti al Comune.
Crisi BCS, i dipendenti scendono in piazza
Il gruppo, che impiega 500 dipendenti dislocati nei tre siti produttivi attualmente attivi, si trova oggi in regime di concordato preventivo in continuità. Si tratta di una procedura concorsuale complessa, avviata nel tentativo concreto di evitare il fallimento, salvaguardare l’attività d’impresa e, soprattutto, trovare nuovi investitori e partner finanziari solidi che siano disposti a rilevare e rilanciare lo storico marchio.
“Come sindacato, la priorità assoluta è la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva – si legge in una nota diramata da Fim Cisl e Fiom Cgil – Non possiamo permettere che una crisi economico-finanziaria cancelli un patrimonio industriale così importante per il nostro territorio e per le centinaia di famiglie coinvolte. Per queste ragioni, siamo attivamente impegnati, anche attraverso la mobilitazione dei lavoratori, in un’azione di forte sensibilizzazione di tutte le istituzioni competenti. Chiediamo un coinvolgimento immediato e sinergico, a partire dalle amministrazioni locali fino ai livelli regionali”.
Le sigle sindacali hanno sottolineato che l’obiettivo attualmente è quello di aprire con urgenza un tavolo di crisi ufficiale al Ministero.
“L’obiettivo urgente è ottenere l’apertura di un tavolo di crisi ufficiale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Solo attraverso una cabina di regia istituzionale di livello nazionale sarà possibile monitorare l’evoluzione della procedura, favorire l’attrazione di investitori affidabili e costruire un piano industriale capace di scongiurare la cessazione dell’attività e il conseguente rischio di licenziamenti collettivi. Il Sindacato manterrà alta l’attenzione e metterà in campo ogni iniziativa necessaria a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori della BCS”.
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L’intervento del sindaco
Ad incontrare i lavoratori, arrivati nel centro della Città del Leone, anche il sindaco Cesare Nai, che è sceso in piazza Marconi per parlare con i dipendenti del gruppo:
“Da parte nostra, come Amministrazione di tutto faremo perché la situazione si possa risolvere nel migliore dei modi e far rientrare la crisi. Purtroppo oggi viviamo in un momento particolare, l’Abbiategrasso di una volta quelle delle grandi industrie non c’è più – ha sottolineato il primo cittadino – Non dobbiamo farci illusioni quando le situazioni sono difficili bisogna cercare insieme di portare a casa i risultati migliori. Questa è una lotta che ci vede tutti uniti indifferentemente dal coloro politico, rivolgendosi e coinvolgendo i propri riferimenti politici anche a livello nazionale perchè la situazione su ad Abbiategrasso venga guardata e tratta con estrema attenzione”.
La solidarietà di Forza Italia
Solidarietà ai dipendenti in sciopero è arrivata dal gruppo cittadino di Forza Italia
“Forza Italia Abbiategrasso esprime la propria solidarietà alle maestranze, alle loro famiglie e alle Rappresentanze Sindacali Unitarie – ha sottolineato il gruppo azzurro di Bià – La vertenza coinvolge diverse centinaia di dipendenti diretti, in larga parte impiegati presso lo stabilimento di viale Mazzini, oltre a un significativo indotto di fornitori e piccole e medie imprese del territorio. Si tratta di una realtà che, per dimensione occupazionale e rilievo produttivo, rappresenta uno dei principali presidi industriali di Abbiategrasso e dell’intero comprensorio”.
I forzisti abbiatensi hanno poi sottolineato la necessità della creazione di un tavolo permanente che veda coinvoli proprietà, sindacati, Amministrazione comunale, Regione e Governo:
“Il Gruppo BCS costituisce un’eccellenza riconosciuta della meccanica lombarda, con un portafoglio ordini consistente e un patrimonio di competenze tecniche di assoluto valore. Tali condizioni rendono possibile e doveroso un percorso di rilancio industriale, a tutela tanto della continuità produttiva quanto dei livelli occupazionali. Forza Italia Abbiategrasso chiede pertanto la convocazione di un tavolo istituzionale permanente che veda coinvolti la proprietà, le organizzazioni sindacali, l’Amministrazione comunale, Regione Lombardia e Governo, con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione, mantenere la produzione sul territorio e definire un piano di rilancio dell’azienda. Il movimento si impegna a sostenere la vertenza nelle sedi istituzionali competenti, attraverso i propri rappresentanti regionali e parlamentari. Alle lavoratrici, ai lavoratori e alle RSU del Gruppo BCS va il pieno sostegno di Forza Italia Abbiategrasso”.
Le parole della consigliera regionale Scurati
Segnali di vicinanza e disponibilità da parte di Regione Lombardia sono invece stati lanciati dalla consigliera regionale Silvia Scurati che ha partecipato proprio in giornata al vertice urgente svoltosi in Comune con il sindaco Nai, le organizzazioni sindacali e i lavoratori dell’azienda.
“Regione Lombardia è pronta a fare la propria parte con la massima tempestività per tutelare la BCS di Abbiategrasso, i lavoratori e tutto l’indotto che ruota attorno a una realtà storica e strategica per il territorio – ha sottolineato l’esponente regionale del Carroccio – Dal tavolo è emersa una situazione molto delicata: l’azienda continua ad avere ordini e richieste dal mercato, ma le difficoltà finanziarie e il mancato sostegno bancario stanno bloccando operatività e approvvigionamenti. Una situazione che mette a rischio circa 300 lavoratori e numerose imprese dell’indotto”.
“Per questo mi sono già attivata per portare rapidamente la questione in IV Commissione del Consiglio regionale e avviare un confronto istituzionale con tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di interessare anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero del Lavoro per l’apertura di un tavolo nazionale di crisi. BCS rappresenta un pezzo importante della storia industriale lombarda e del Made in Italy nel mondo. Le istituzioni devono muoversi unite per salvaguardare occupazione, competenze e continuità produttiva”, conclude Scurati.
Presente al tavolo anche il presidente del Consiglio comunale di Abbiategrasso, Francesco Bottene:
“La preoccupazione del territorio è enorme. Parliamo di una realtà storica profondamente legata ad Abbiategrasso e a tante famiglie. È fondamentale che tutte le istituzioni facciano squadra per sostenere i lavoratori e difendere il futuro produttivo dell’azienda”.
Le parole dell’onorevole Cecchetti
Sulla vicenda è intervenuto anche l’Onorevole della Lega Fabrizio Cecchetti, spiegando che ha presentato un’interrogazione parlamentare sul tema.
“Ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro delle Imprese e del Made in Italy e al Ministro del Lavoro sulla situazione del Gruppo BCS, una realtà storica del nostro territorio che oggi coinvolge centinaia di lavoratori e delle loro famiglie. Parliamo di un patrimonio industriale che negli anni ha costruito lavoro, competenze e sviluppo. Per questo chiediamo un intervento immediato e l’apertura di un tavolo di crisi ufficiale che consenta di seguire da vicino l’evoluzione della situazione e accompagnare il rilancio dell’azienda. Difendere il lavoro significa difendere il territorio. Abbiategrasso e tutto il comprensorio non possono permettersi di perdere uno dei principali presidi industriali della zona. Serve mettere in campo ogni azione utile per salvaguardare la continuità produttiva, attrarre nuovi investitori e garantire il mantenimento dei livelli occupazionali. BCS rappresenta una storia industriale importante e dispone ancora di competenze, professionalità e capacità produttiva che meritano di essere tutelate. In momenti come questi le istituzioni devono esserci, lavorare insieme e dare risposte concrete ai lavoratori”.