Il porto di Ravenna conferma una crescita complessiva dei traffici, superiore al 2,5% nei primi otto mesi dell’anno. Il dato arriva mentre emergono segnali di rallentamento legati all’andamento di agosto e agli scenari macroeconomici internazionali. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Francesco Benevolo, ha sottolineato la necessità di non sottovalutare la vulnerabilità dello scalo e di mantenere il sostegno agli investimenti infrastrutturali.
Movimentazione e comparti
Nei primi sette mesi dell’anno la movimentazione ha superato 16,3 milioni di tonnellate, con un aumento del 6%. Gli sbarchi hanno raggiunto oltre 14,6 milioni di tonnellate, segnando una crescita del 7,1%, mentre gli imbarchi, pari a quasi due milioni di tonnellate, sono diminuiti dell’1,5%. Le toccate delle navi sono state 1.516, otto in meno rispetto al periodo di riferimento.
Tra i principali comparti, l’agroalimentare ha superato 3,5 milioni di tonnellate, in aumento del 7,3%. I materiali da costruzione hanno sfiorato i tre milioni, con una crescita dell’8,4%, mentre le materie prime destinate alla produzione ceramica del distretto di Sassuolo sono aumentate del 6,1%. I prodotti metallurgici, oltre 3,3 milioni di tonnellate, hanno registrato un calo dell’1%; in crescita invece i prodotti petroliferi, quasi 2,5 milioni di tonnellate, con un incremento del 18,1%.
I concimi, oltre un milione di tonnellate, sono aumentati dell’1,5%, mentre i prodotti chimici, circa 470.000 tonnellate, hanno perso il 9,8%. I container hanno mantenuto livelli sostanzialmente stabili, con 130.241 Teus. In aumento anche trailer e rotabili: i pezzi movimentati sono cresciuti del 34,7%, mentre la merce trasportata è salita del 2%. Nel comparto automotive sono stati movimentati 16.707 pezzi, 12.097 in più.
La frenata di agosto
La stima per agosto indica una contrazione del 21,2% della movimentazione complessiva, riconducibile soprattutto ai comparti agroalimentare, siderurgico e dei prodotti liquidi. Per gli agroalimentari solidi il calo previsto è del 46,7%, anche a causa dell’inoperatività dei porti ucraini. Per quelli liquidi la diminuzione stimata raggiunge l’80%, in relazione al cambiamento delle modalità di erogazione degli incentivi GSE. I prodotti metallurgici segnano una flessione del 47,6%, mentre risultano negativi anche i chimici liquidi, i materiali da costruzione, la merce su trailer e il numero dei trailer. In controtendenza i Teus, previsti in crescita del 9,8%.
Secondo l’Autorità portuale, nei prossimi mesi sono attesi arrivi dai piccoli porti del Danubio e da altri Paesi di importazione per compensare parte della riduzione dei traffici agroalimentari. Per i prodotti metallurgici è previsto un ritorno alla normalità a settembre, dopo la gestione trimestrale dei contingenti autorizzati all’importazione.
Il terminal crociere registra intanto 51 scali, otto in più, e 193.536 passeggeri, con un incremento del 52,8%. Di questi, 188.284 hanno utilizzato Ravenna come home port. Per agosto sono previste 19 navi e 86.420 passeggeri, quasi il 30% in più. Sullo sfondo resta anche la richiesta del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lorenzo Casadei, che ha sollecitato il governo a chiarire il possibile transito di armi verso Israele.