Piemonte

Confartigianato chiede misure mirate sul caro carburanti

Le associazioni chiedono agevolazioni dedicate alle imprese e un sostegno temporaneo per i nuclei con minori disponibilità

Il sistema dell’autotrasporto piemontese è descritto come arrivato a un punto critico. L’aumento dei costi operativi, le tensioni con la committenza, la riduzione dei margini e la volatilità dei prezzi stanno rendendo difficile programmare l’attività delle imprese nel medio periodo. A lanciare l’allarme sono Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti e Confartigianato Cuneo, che chiedono interventi specifici per il comparto.

Secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia, nel 2026 l’aggravio complessivo dei costi dei carburanti per imprese e famiglie, a livello nazionale, potrebbe raggiungere circa 13,6 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, con un incremento del 20,4%. Per il Piemonte, la previsione sui rincari di benzina e gasolio è pari a 807 milioni di euro, il 19,7% in più rispetto al 2025.

Il peso del carburante sulle imprese

Per le aziende di autotrasporto, il carburante rappresentava prima della crisi circa il 20% dei costi complessivi. Oggi, secondo l’organizzazione, la quota è salita a circa 30%, diventando la seconda voce di spesa dopo il personale. Giovanni Rosso, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti, e Claudio Berardo, rappresentante provinciale degli Autotrasportatori di Confartigianato Cuneo, sottolineano che gli interventi una tantum possono offrire un sollievo immediato, ma non risolvono una situazione ormai divenuta strutturale.

Gli esponenti dell’associazione ricordano che il Governo ha stanziato 130 milioni di euro per ridurre l’accisa sul gasolio fino al 5 settembre. A loro giudizio, tuttavia, una riduzione generalizzata del prezzo alla pompa sarebbe costosa e poco selettiva, perché il carburante incide in modo diverso sulle diverse categorie di utenti. Per questo propongono un Credito Mobilità Rimborsabile destinato soprattutto alle famiglie con redditi più bassi, ai pendolari e a chi vive in aree scarsamente servite dal trasporto pubblico.

Le richieste per l’autotrasporto

Per le imprese del settore, Confartigianato chiede una risposta distinta da quella prevista per le famiglie. Tra le proposte figura il rafforzamento del credito d’imposta già riconosciuto in relazione all’aumento del costo del gasolio, ritenuto non sufficiente a compensare l’attuale pressione sui bilanci aziendali.

L’associazione sollecita inoltre l’introduzione di un prezzo agevolato per il carburante destinato all’autotrasporto, sul modello di quanto avviene per agricoltura e pesca, e l’abolizione dell’Iva del 22% sulle accise. Viene anche chiesta una maggiore stabilità nella determinazione dei prezzi, così da permettere agli operatori di programmare l’attività senza dover seguire continue variazioni sui tabelloni dei distributori.

La posizione espressa da Confartigianato è quindi quella di superare i tagli lineari e concentrare le risorse disponibili sui soggetti più esposti. Secondo l’organizzazione, il comparto deve continuare a investire nella transizione verso mezzi e tecnologie più sostenibili, ma l’emergenza energetica rischia di ridurre ulteriormente la capacità delle imprese di affrontare questi investimenti.