Confesercenti Rimini lancia l’allarme sulla progressiva desertificazione commerciale e chiede interventi straordinari per sostenere le attività della provincia. Il presidente Fabrizio Vagnini si rivolge a Governo, Regione e Comuni proponendo un piano articolato, capace di tenere conto delle differenze tra entroterra, costa e centri urbani.
Secondo l’associazione, la crescita delle presenze turistiche non si traduce automaticamente in maggiori incassi per i negozi. Alberghi e spiagge continuano a rappresentare elementi centrali dell’offerta della Riviera, ma una rete commerciale diffusa viene considerata essenziale per mantenere vivi i centri e renderli più attrattivi anche per i visitatori. Per Vagnini, il commercio deve essere riconosciuto come parte integrante dell’offerta turistica.
Le difficoltà dell’entroterra
La situazione più delicata viene descritta nei borghi dell’entroterra, da Montefiore a Gemmano fino alle località dell’Appennino. In alcuni comuni sono scomparsi negozi, bar e altri servizi di prima necessità, con conseguenze non soltanto economiche per gli abitanti. Tra le proposte avanzate c’è una legge nazionale che consenta di assegnare gratuitamente immobili pubblici a chi intende aprire un’attività, insieme ad agevolazioni su affitti e imposte.
La bottega, sottolinea Confesercenti, non sarebbe più soltanto un’attività economica, ma anche un servizio essenziale e uno strumento di tutela del territorio. Per le località costiere, invece, l’associazione indica la necessità di favorire l’accorpamento degli esercizi, le ristrutturazioni e la creazione di spazi più ampi e diversificati. Vagnini richiama inoltre gli investimenti sull’aeroporto e sulle rotte, con particolare attenzione ai mercati del Nord Europa e ai visitatori con maggiore capacità di spesa.
Affitti, parcheggi e sostegni alle imprese
Nei centri urbani, tra i principali ostacoli vengono indicati il costo delle locazioni e l’accessibilità. Poiché molte attività operano in locali in affitto, il presidente chiede di estendere agli immobili commerciali la cedolare secca prevista per le locazioni abitative. Un altro nodo riguarda i parcheggi: secondo l’associazione, rendere difficile l’accesso alle zone commerciali finisce per penalizzare inevitabilmente gli esercizi.
Tra le altre misure figurano finanziamenti a tasso zero per sostenere la liquidità delle imprese, attraverso il sistema dei Confidi e sul modello degli interventi attivati durante l’emergenza Covid. Confesercenti propone anche una diversa distribuzione del carico fiscale e chiede di destinare parte delle risorse derivanti dalla tassazione dei grandi operatori del web al sostegno dei piccoli negozi.
L’associazione richiama infine la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sulle ZESpro, le Zone economiche speciali di prossimità. L’obiettivo è introdurre agevolazioni fiscali, sostegni finanziari e semplificazioni amministrative per favorire l’apertura e la permanenza delle attività nelle aree interessate. Vagnini avverte che il processo di riduzione della rete commerciale è già avanzato e che, senza interventi, si rischia di superare un punto di non ritorno.