La legge di bilancio appena approvata prevede un voucher sanitario annuale da 300 euro destinato alle persone con più di 75 anni. La misura punta a sostenere le spese mediche pagate direttamente dai cittadini, soprattutto nei casi in cui le detrazioni fiscali non producono un beneficio immediato o risultano inutilizzabili per effetto dei redditi pensionistici più bassi.
Il provvedimento nasce nel contesto dell’aumento della spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie. Secondo i dati richiamati nell’articolo, la spesa sanitaria out of pocket in Italia ha superato 41 miliardi di euro l’anno, mentre le somme effettivamente portate in detrazione ammontano a 21,7 miliardi. Il meccanismo fiscale, inoltre, consente di ottenere il vantaggio soltanto nell’anno successivo a quello in cui la spesa è stata sostenuta.
Per questo il Governo ha scelto uno strumento immediatamente utilizzabile, inizialmente valutato anche nella forma del cashback. L’ipotesi è stata poi sostituita da una card elettronica caricata con il credito, sul modello di altre carte destinate al sostegno delle famiglie. L’importo massimo, che nelle prime proposte avrebbe potuto raggiungere 500 euro, è stato fissato a 300 euro per ragioni legate alle risorse disponibili.
Chi potrà ottenere il voucher
Il beneficio dovrebbe spettare agli over 75 con un reddito da pensione fino a 28mila euro. Il parametro indicato non coincide con l’Isee familiare: il riferimento è infatti il reddito pensionistico del beneficiario. Restano tuttavia da definire, con il testo definitivo della norma e con le relative disposizioni attuative, eventuali ulteriori requisiti, i criteri di calcolo e le modalità per richiedere e utilizzare la card.
La misura richiede una copertura finanziaria stimata in 1,6 miliardi di euro. La soglia anagrafica e quella reddituale rappresentano quindi i primi elementi per individuare la platea, ma non sono ancora sufficienti a chiarire ogni aspetto operativo. Saranno le regole applicative a stabilire anche i controlli e le procedure necessarie per l’accesso al contributo.
Quali spese potranno essere pagate
In base alle indicazioni fornite dalla premier Giorgia Meloni, la card dovrebbe coprire le prestazioni non comprese nei livelli essenziali di assistenza del Servizio sanitario nazionale. Tra le spese ammesse sono indicati i farmaci da banco e i ticket per farmaci, visite ed esami, fino a un massimo di 36 euro, quando il beneficiario non è già esente.
Il voucher dovrebbe inoltre contribuire alle visite odontoiatriche e all’acquisto parziale di protesi, come la dentiera. Nell’elenco rientrano anche le cure domiciliari di medici o infermieri, per esempio per effettuare prelievi, oltre alle protesi e agli ausili ortopedici che non sono garantiti dal Servizio sanitario nazionale.
Non dovrebbero invece essere comprese, almeno secondo le anticipazioni disponibili, le visite e gli esami effettuati presso strutture sanitarie private. Questa possibilità era stata inizialmente considerata e avrebbe potuto aiutare chi deve ricorrere al privato a causa dei tempi di attesa del Servizio sanitario nazionale, ma non risulta inclusa nell’impostazione attuale della misura.