Il caro energia potrebbe pesare in modo diverso sui bilanci delle famiglie piemontesi. Secondo un’analisi di Facile.it, da qui a dicembre le bollette di luce e gas potrebbero aumentare tra il 43% registrato a Torino e il 46,2% stimato per Asti, prendendo in considerazione tutte le componenti che concorrono alla spesa finale.
Asti in cima alla graduatoria regionale
Se le stime saranno confermate, nella parte finale del 2026 la provincia più costosa del Piemonte sarà Asti. Qui una famiglia potrebbe arrivare a spendere complessivamente circa 1.539 euro tra elettricità e gas, con un incremento del 46,2% su base annua.
Al secondo posto della graduatoria regionale si colloca Novara, con una spesa stimata di 1.296 euro e un aumento del 44,8%. Seguono Biella, con 1.272 euro e un incremento del 44,9%, e Cuneo, dove il conto potrebbe raggiungere 1.257 euro, sempre con una crescita del 44,9%.
La classifica prosegue con Vercelli, a quota 1.238 euro e con un aumento del 44,7%, Alessandria, con 1.232 euro e la stessa variazione percentuale, e il Verbano-Cusio-Ossola, dove la spesa prevista è di 1.127 euro, in crescita del 44,2%. Chiude la graduatoria Torino, con una stima di 981 euro e un incremento del 43%.
Incidono consumi e caratteristiche delle abitazioni
La differenza tra i territori dipende soprattutto dai volumi di energia consumati. La provincia di Asti registra storicamente consumi di gas pro capite più elevati rispetto a Torino. A incidere sono il clima invernale più rigido, la maggiore presenza di impianti di riscaldamento autonomi e la diffusione di case singole o isolate.
Nel capoluogo piemontese, invece, una quota più alta di residenti vive in grandi condomini. Queste strutture possono beneficiare di economie di scala, contribuendo a contenere la spesa media rispetto alle abitazioni indipendenti. Le cifre restano comunque legate all’andamento dei consumi e dovranno essere verificate alla luce dei costi effettivamente applicati in bolletta.