Nella mattina di martedì 26 maggio 2026, si è svolta l’assemblea annuale di Confindustria a Roma, un appuntamento istituzionale che ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La premier ha sottolineato la ritrovata centralità del Paese nello scenario internazionale, affermando che l’Italia non rappresenta più l’anello debole d’Europa, ma una nazione credibile e autorevole che registra una costante crescita nell’ambito tecnologico.
Meloni ha tuttavia lanciato un monito riguardo alla governance continentale, spiegando che l’Europa rischia il declino se non impara a reagire con maggior velocità alle sfide globali, e che la burocrazia europea non deve mai sostituirsi a quella nazionale.
Cinque leve per la crescita e l’autonomia energetica
Il presidente degli industriali Emanuele Orsini, nel corso del suo intervento ha scelto la via della responsabilità nazionale e ringraziando i rappresentanti governativi, individuato cinque leve strategiche fondamentali per lo sviluppo del sistema produttivo:
- la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese,
- i contratti di sviluppo e innovazione,
- la semplificazione burocratica,
- la riforma del decreto 231
- e lo stanziamento di risorse adeguate agli obiettivi.
Il leader degli industriali ha inoltre espresso preoccupazione per la deindustrializzazione del Vecchio Continente, attribuendone la responsabilità diretta alle scelte regolatorie compiute a Bruxelles.

Fotovoltaico
Un focus centrale della relazione ha riguardato la gestione delle fonti energetiche e i blocchi causati dai veti amministrativi locali. Il rappresentante della confederazione ha chiesto di riportare l’energia nella competenza esclusiva dello Stato, esortando i partiti politici a sbloccare i progetti per la creazione di impianti fotovoltaici ed eolici di grandi dimensioni. Attualmente la penisola conta 85 gigawatt installati ma sconta un ritardo strutturale: un terzo della potenza installata non risulta allacciato alla rete elettrica e rimangono ben 131 gigawatt in attesa di autorizzazione. Questo stallo blocca oltre 4 mila richieste già autorizzate, mentre le stime confindustriali indicano che, a causa dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, il fabbisogno energetico italiano raddoppierà nei prossimi 25 anni, passando da 300 a 600 terawattora.

Nucleare
Per fare fronte a questa emergenza e garantire la competitività, la presidenza degli industriali ha sollecitato un’accelerazione per il ritorno all’energia nucleare, incassando il sostegno della leader del governo che ha confermato la volontà di velocizzare l’iter legislativo. La Presidente del Consiglio ha annunciato l’arrivo della legge delega entro l’estate, definendo la transizione energetica come una svolta necessaria per proteggere famiglie e aziende dagli effetti dirompenti delle crisi geopolitiche, come le tensioni in Iran.
Sul fronte sociale, il dibattito ha toccato i temi della casa e del salario giusto, con il leader degli industriali che ha ricordato il confronto positivo con i sindacati per rinnovare i contratti collettivi, ammettendo che in alcune circostanze le retribuzioni attuali risultano ancora insufficienti. L’esecutivo ha infine difeso l’incremento delle spese per la difesa, definendole una misura impopolare ma indispensabile per garantire la libertà nazionale.