L’APSP S. Antonio Abate di Trino ha illustrato ai parenti degli ospiti le principali novità sul futuro della struttura e le iniziative adottate nell’ultimo anno per riequilibrare la situazione finanziaria. L’incontro si è svolto domenica scorsa alla presenza del Consiglio di amministrazione dell’ente e del presidente Francesco Di Natale.
Ampliamento e nuovi servizi
Nel corso dell’incontro è stato presentato il progetto per la realizzazione di 24 nuovi posti letto. L’intervento prevede un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, finanziato in parte dal Comune attraverso 840.000 euro dei cosiddetti Fondi Scanzano e in parte mediante un prestito concesso da Cassa Depositi e Prestiti.
Secondo quanto spiegato dal presidente, l’ampliamento dovrebbe generare nuove entrate a regime, destinate anche alla sostituzione di alcuni letti, all’acquisto di presidi sanitari e all’installazione di nuove soluzioni per il riscaldamento e il condizionamento dell’aria. Tra le ipotesi allo studio figura inoltre la posa di pannelli fotovoltaici, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente i costi energetici.
Di Natale ha assicurato che proseguiranno i servizi rivolti agli ospiti, tra cui fisioterapia, ginnastica dolce e attività di intrattenimento. Nel corso dell’estate sono stati installati nuovi condizionatori nelle aree comuni, in sostituzione di quelli non più funzionanti. L’ente intende inoltre proseguire il percorso di messa in sicurezza della propria gestione, considerando anche il ruolo occupazionale della struttura, che dà lavoro a 66 persone.
Debiti e misure di riequilibrio
Durante il confronto con i familiari è stata ricordata anche la revisione delle rette, entrata in vigore dal 1° settembre. La decisione è stata motivata dall’aumento dei costi del metano e dell’energia elettrica, dal rincaro delle materie prime e dall’applicazione del nuovo contratto di lavoro dei dipendenti dell’APSP.
Il Consiglio di amministrazione, insediatosi nel marzo 2025, ha ereditato, secondo quanto riferito dal presidente, un debito pregresso di circa 500.000 euro. La situazione sarebbe stata determinata da diversi fattori, tra cui la riduzione delle entrate durante l’emergenza Covid a fronte del mantenimento dei costi. Per il rientro era stato inizialmente previsto un arco temporale di dieci anni, poi ridotto a tre sulla base delle disposizioni che regolano questi casi.
Nel corso dell’ultimo anno sono inoltre emerse fatture non registrate relative agli anni 2023 e 2024, che hanno comportato un ulteriore debito da saldare mentre l’ente doveva sostenere anche le spese ordinarie del 2025. Per far fronte alla situazione sono stati venduti alcuni terreni: il ricavato ha consentito di coprire il disavanzo e di affrontare altri costi ritenuti inevitabili.
Tra le azioni di contenimento delle spese figurano la gestione interna della mensa, del lavaggio degli indumenti privati degli ospiti e delle pulizie, oltre alla rinegoziazione dei contratti con la lavanderia per la biancheria. Il risparmio stimato per queste misure è di circa 160.000 euro. L’APSP ha anche avviato il recupero di crediti insoluti, pari a circa 90.000 euro, normalizzato i pagamenti e assunto alcune figure professionali previste dalla normativa.