La crisi dell’agricoltura nel Grossetano si misura soprattutto nella distanza tra i costi sostenuti dalle aziende e i prezzi riconosciuti ai produttori. Secondo l’analisi diffusa dalla Cia, rispetto al periodo precedente al 2020 le spese di produzione sono aumentate tra il 40 e il 50 per cento, con punte superiori al 100 per cento per alcune voci, mentre le remunerazioni non hanno seguito la stessa crescita.
Il quadro è al centro del percorso di assemblee territoriali promosso dalla Confederazione in vista della mobilitazione nazionale. Gli incontri puntano a raccogliere dalle imprese difficoltà e proposte, così da definire una piattaforma di richieste da sottoporre alle istituzioni. «Non possiamo abituarci all’idea che chi produce cibo e mantiene vivo il territorio debba lavorare senza sapere se riuscirà a coprire i costi», sottolinea il presidente Cia Edoardo Donato.
Rincari per energia e materie prime
Tra le voci più pesanti c’è il gasolio agricolo, passato indicativamente da 0,65-0,75 euro al litro a 1,3-1,7 euro, con un incremento nell’ordine del 100-150 per cento. L’energia elettrica è salita da circa 0,15-0,18 a 0,24-0,3 euro per kWh, mentre l’urea è passata da 300-350 a 550-680 euro a tonnellata. Anche i concimi complessi hanno registrato aumenti, da 400-450 a 650-780 euro a tonnellata.
Rincari consistenti hanno interessato inoltre fitofarmaci, ricambi, materiali e manodopera. I fungicidi a base di rame e zolfo sono passati da circa 2,50-3,5 a 3,8-5,2 euro al chilo. Vetro e materiali per il confezionamento hanno conosciuto aumenti fino all’80 per cento. Nel complesso, la stima della Cia indica che oggi un’azienda agricola deve disporre di un capitale circolante superiore del 30-50 per cento per ettaro rispetto alla situazione precedente al 2020.
Il caso del grano
Il grano rappresenta uno degli esempi più evidenti della forbice tra costi e ricavi. La spesa per produrre un ettaro è cresciuta da circa 700-850 euro a 1.300-1.450 euro, mentre la remunerazione è passata da 220-250 a 265-300 euro a tonnellata. L’aumento del prezzo riconosciuto al produttore, stimato intorno al 20 per cento, non è quindi sufficiente a compensare la crescita delle spese.
La marginalità può così diventare negativa senza il sostegno della Pac, con un deficit stimato tra 10 e 20 euro per tonnellata. Nel frattempo, anche i prezzi finali sono aumentati, ma secondo l’associazione l’incremento non è arrivato alle aziende agricole nella stessa proporzione. «Difendere l’agricoltura significa difendere imprese, occupazione, paesaggio e comunità», afferma Donato.
Il ciclo di incontri coinvolgerà diversi comuni della provincia. L’appuntamento di Grosseto è previsto domani, seguito da quello di Manciano lunedì. Pitigliano e Scansano saranno interessate martedì 13, Follonica-Scarlino mercoledì 14 e Paganico lunedì 19. «Vogliamo ascoltare le aziende, raccogliere problemi e proposte e rafforzare una posizione comune», spiega la direttrice di Cia Grosseto, Sabrina Rossi.