Siena (SI)

A Siena, la Fondazione Mps valuta il rinvio sul voto

Deputazioni riunite tra tensioni interne e l’Opas di Intesa Sanpaolo

È prevista per oggi, a partire dalle 14.30 a Palazzo Sansedoni, la riunione degli organi della Fondazione Monte dei Paschi di Siena chiamati a definire la posizione da assumere nell’assemblea di Banca Mps, in programma giovedì prossimo. Sul tavolo non ci sarebbe soltanto l’alternativa tra il sostegno al piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio e l’orientamento contrario legato all’apertura a Intesa Sanpaolo.

Tra le ipotesi prende infatti forma anche quella di un rinvio della decisione alla prossima settimana, a ridosso dell’assemblea nell’auditorium di viale Mazzini. La possibilità è emersa dopo giorni di confronto seguiti alla presa di posizione del presidente della Fondazione, Cesare Coppini, favorevole all’ipotesi che guarda a Ca’ de Sass. Le dichiarazioni hanno provocato reazioni e avviato una serie di colloqui, insieme alla circolazione di documenti ancora non definitivi.

Il passaggio negli organi della Fondazione

La deputazione generale dovrà esprimere un indirizzo, trattandosi di una scelta strategica. Successivamente spetterà alla deputazione amministratrice formalizzare la posizione dell’ente. Il coinvolgimento di entrambi gli organismi alimenta l’ipotesi di una discussione più ampia, finalizzata a raggiungere una decisione il più possibile condivisa.

Un precedente risale al 15 aprile, quando la Fondazione si astenne nel giorno della vittoria di Lovaglio. Prima di quella assemblea, la deputazione amministratrice si era riunita due volte formalmente e una volta in modo informale per definire l’orientamento. Anche per questo, secondo le ipotesi emerse nelle ultime ore, il confronto potrebbe richiedere ulteriore tempo.

Lo scontro sull’Opas di Intesa

Lovaglio ha criticato la posizione espressa da Coppini in un’intervista al Tgr Toscana. L’amministratore delegato di Banca Mps ha parlato di un atteggiamento insolito nei tempi e nei modi, sostenendo che sia stato assunto al di fuori dei processi collegiali previsti. Ha inoltre ringraziato le istituzioni locali per la tempestività con cui hanno reagito alla presa di posizione del presidente della Fondazione.

Il principale nodo riguarda l’Opas di Intesa Sanpaolo, legata alla bocciatura del piano di Banca Mps. Secondo Lovaglio, l’assemblea non si è ancora riunita e l’istituto concorrente avrebbe trasformato l’appuntamento in un referendum sull’operazione. Fino al momento della decisione dei soci, ha osservato, la partita non può essere considerata chiusa.

L’amministratore delegato ha richiamato anche le decisioni ancora attese dall’Antitrust, che dovrà stabilire quali e quante filiali resteranno a Intesa. A suo giudizio, il progetto comporta una disaggregazione di Monte dei Paschi senza che sia ancora chiaro cosa resterà dell’istituto e quali saranno le conseguenze dell’operazione.

All’ordine del giorno dell’assemblea di giovedì prossimo figura anche la fusione con Mediobanca. Su questo punto Lovaglio ha detto di aspettarsi un esito favorevole, confidando nel sostegno di chi ha appoggiato il progetto fin dall’inizio e di chi considera prioritario creare valore per il gruppo. La posizione definitiva della Fondazione Mps resta quindi legata al confronto odierno e non è escluso che la decisione venga rinviata.