In provincia di Pistoia sono 2.727 i fondi commerciali sfitti, pari al 20,3% del totale rilevato. In pratica, più di un esercizio su cinque tra quelli considerati nell’analisi risulta inutilizzato, con saracinesche abbassate e vetrine vuote. Il quadro, aggiornato al 2023, emerge dai dati del Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, elaborati dall’Ufficio Studi di Confcommercio.
La fotografia del territorio
Il fenomeno riguarda il tessuto economico della provincia e si inserisce in una tendenza osservata anche a livello nazionale. La presenza di numerosi locali vuoti non incide soltanto sulle attività economiche, ma coinvolge la vitalità dei centri abitati, la qualità degli spazi urbani e la disponibilità dei servizi di prossimità. Per questo Confcommercio Pistoia e Prato chiede di intervenire con piani territoriali dedicati al rilancio delle economie locali.
Secondo l’associazione di categoria, il primo passo dovrebbe essere una ricognizione dei locali inutilizzati, accompagnata dall’individuazione delle zone più esposte alla desertificazione. Da qui, l’obiettivo è costruire strumenti capaci di favorire il riutilizzo degli spazi, sostenere le nuove aperture e mettere in relazione le esigenze delle imprese con le politiche urbane e le opportunità di sviluppo.
La richiesta di un impegno condiviso
Confcommercio propone un’azione congiunta tra Governo, istituzioni locali e soggetti economici, con misure concrete per incentivare chi decide di investire nei centri della provincia. Tra le priorità indicate figurano il recupero dei fondi inutilizzati, il sostegno all’imprenditorialità e interventi di rigenerazione urbana, in modo da rendere più favorevoli le condizioni per l’avvio di nuove attività.
L’associazione sottolinea che non esiste una soluzione identica per ogni territorio, ma ritiene necessario creare un contesto in cui le idee possano trasformarsi in iniziative imprenditoriali. I giovani vengono indicati come una componente importante dei segnali incoraggianti registrati sul territorio, ma, secondo Confcommercio, hanno bisogno di strumenti e accompagnamento per poter consolidare i propri progetti. L’obiettivo dichiarato è riportare attività e servizi negli spazi oggi vuoti, evitando che i nuovi imprenditori affrontino da soli una sfida considerata complessa, ma non irreversibile.